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Siccità, tanta acqua in Italia ma non a Lanciano: Sasi dispone chiusure notturne

Previsti disservizi per tutta l’estate a causa di infrastrutture vecchie

Redazione PdN

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Siccità, tanta acqua in Italia ma non a Lanciano: Sasi dispone chiusure notturne

LANCIANO. «L'approvvigionamento idrico nei comuni Frentani, e soprattutto in quelli dell'Alto Vastese e area Vasto-San Salvo, resta critico ma negli ultimi giorni ci sono stati dei miglioramenti».

È quanto ha detto il presidente della Sasi, Gianfranco Basterebbe.

«Proseguiremo comunque con delle chiusure notturne, specie nei comuni che non hanno problemi di acqua per dirottarla nei comuni più a rischio; da Casalbordino a Vasto e nell'entroterra. Si tratta di equità, ripristino della legalità e sacrifici da parte di chi sta meglio. Per le nuove infrastrutture ci saranno investimenti per migliorare la rete e la distribuzione con nuove adduttrici e sorgenti».

Nel resto d’Italia  e specialmente nel Centro Italia i bacini acquiferi sono tutti pieni per cui per molti si annuncia una estate senza disagi, razionamenti e rischio siccità.

Proprio ieri Erasmo D'Angelis, segretario dell'Autorità di bacino dell'Appennino centrale (l'organismo pubblico che coordina la gestione del sistema idrico), ha detto: «ci dobbiamo aspettare un'estate con meno emergenze rispetto a quella del 2017, che è durata 9 mesi. Gli acquiferi si sono riempiti, perché fortunatamente abbiamo avuto tante piogge. Abbiamo una dotazione idrica che ci permette di affrontare questa estate con maggiore tranquillità».

«Il punto debole è che tante emergenze idriche sono crisi di infrastrutture - ha aggiunto D'Angelis -. Tutta l'Italia centrale ha infrastrutture vetuste. Oltre la metà hanno più di 50 anni, alcune hanno superato gli 80. L'Italia centrale perde in media il 47% dell'acqua immessa, contro una media nazionale intorno al 41%, che è già la più alta d'Europa. E' un tema urgente da affrontare, un lavoro molto costoso e a lunga scadenza».

L'Autorità di bacino dell'Appennino centrale ha programmato interventi per 650 milioni di euro, in fase di progettazione e da realizzare nel giro di diversi anni. L'intervento maggiore (300 milioni di euro) riguarda in Lazio il raddoppio dell'acquedotto del Peschiera, che rifornisce la Capitale. Poi ci sono la modernizzazione dell'acquedotto Marcio, sempre in Lazio (150 milioni); in Abruzzo le condotte del Gran Sasso (53), di Cerchio-Aielli-Celano (19 milioni) e dell'area Marsicana (7); nelle Marche la diga delle Grazie (5) e il rifacimento delle condutture di Ascoli Piceno; in Umbria l'adduzione Trasimeno-diga di Chiasco (15).