IL FATTO

Depuratore Pescasseroli, l’Ue non ne sa niente

«Spetta alle autorità nazionali valutare se progetto danneggia l'ambiente»

Redazione PdN

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Depuratore Pescasseroli, l’Ue non ne sa niente

PESCARSSEROLI. La Commissione europea non è a conoscenza del progetto di impianto di trattamento delle acque reflue nel comune di Pescasseroli e non è in grado di dichiararne la compatibilità con la direttiva Ue sulla tutela degli habitat naturali e con la direttiva Ue sulla protezione degli uccelli.

E' questa la sintesi della risposta che la Commissione ha dato a una interrogazione presentata dagli eurodeputati del M5S Piernicola Pedicini e Dario Tamburrano in merito alla costruzione di un impianto di depurazione nella piana di Pescasseroli che, se realizzato, potrebbe provocare danni all'ambiente in un'area ricadente nel Parco nazionale d'Abruzzo

  

Il depuratore serve per garantire la soluzione di un grave problema ambientale, visto che la qualità delle acque del Sangro in pieno Parco Nazionale è classificata come ‘scarsa’, e il superamento delle condizioni che hanno portato alla condanna definitiva dello Stato italiano, da parte della Corte di Giustizia europea, sin da 2012.

«Ai sensi dell’articolo 6, della direttiva Habitat, - ha aggiunto l'organismo esecutivo di Bruxelles - spetta alle autorità nazionali valutare, caso per caso, se un determinato progetto possa avere incidenze significative su un sito di interesse comunitario (Sic) Natura 2000, tenendo conto degli obiettivi di conservazione del sito medesimo. Le autorità nazionali - ha precisato la Commissione - possono autorizzare il progetto solo dopo aver accertato che questo non pregiudicherà l’integrità del sito. Se si accerta che il progetto avrà incidenze negative sul sito, le autorità nazionali possono comunque autorizzarlo se sussistono le condizioni per la concessione della deroga di cui all’articolo 6 della direttiva Habitat (la deroga prevede che qualora, nonostante conclusioni negative sull'impatto ambientale ed in mancanza di soluzioni alternative, un progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi i motivi di natura sociale o economica, lo Stato membro adotta ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale prevista dalla rete ecologica europea Natura 2000 sia tutelata. Lo Stato membro informa la Commissione delle misure compensative adottate)».  

Nell'interrogazione, Pedicini e Tamburrano avevano chiesto di verificare se le autorità locali competenti avessero valutato tutte le possibili alternative per poter localizzare il depuratore in un sito meno invasivo che riuscisse a garantire sia la realizzazione dell'impianto per il trattamento delle acque reflue che la tutela del patrimonio ambientale.