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Nuovo ospedale Chieti, Marcozzi (M5S) porta il progetto al Ministro della Sanità

«Il privato deve restare fuori»

Redazione PdN

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Nuovo ospedale Chieti, Marcozzi (M5S) porta il progetto al Ministro della Sanità

 ABRUZZO. La prossima settimana la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, incontrerà la Ministra della Sanità Giulia Grillo.

Alla sua attenzione porterà, tra le altre cose, anche il project financing sul nuovo ospedale teatino.

Lunedì scorso il presidente-senatore Luciano D’Alfonso ha annunciato che tra 6 mesi partirà la gara d’appalto, mentre il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ha denunciato all’Anac «il delirio di onnipotenza» e le pressioni del governatore.

 

Non è la prima segnalazione inerente la costruzione del nuovo nosocomio: in passato proprio i 5 Stelle avevano già firmato esposti all’Anticorruzione, alla Corte dei Conti e alla Procura, così come il centrodestra. «Il nostro intervento», rivendica Marcozzi, «dal 2014 ad oggi è servito tanto è vero che il progetto di finanza è stato soggetto a diverse modifiche e, ad oggi, appare molto ridimensionato rispetto a quello iniziale. Altro che "asinaggine", l'incompatibile Presidente-Senatore la butta in caciara per non confessare che il M5S ha già fatto risparmiare milioni ai cittadini abruzzesi».

Adesso il caso arriva sul tavolo del ministro pentastellato.

Alla Grillo Marcozzi chiederà di approfondire, anche attraverso il Tavolo di Monitoraggio, l’effettiva sostenibilità dei costi, la qualità dei servizi e le ripercussioni economiche e sociali per i pazienti e i lavoratori.

Nel frattempo, annuncia sempre la consigliera regionale, andrà avanti la battaglia presso le procure e l’Anac: «chiederemo di valutare la fondatezza dei nostri esposti. D'Alfonso e Paolucci sono stati eletti per amministrare la cosa pubblica, non per cederla al privato. La Sanità ha bisogno di investimenti pubblici, troveremo le risorse per costruire nuovi ospedali come questo Paese ha sempre fatto».

 

 

«IL PRIVATO DEVE RESTARE FUORI»  

Secondo i 5 Stelle il privato deve restare fuori dalla costruzione e dalla gestione degli ospedali, ancor di più se si propone con strumenti di finanza creativa: «non lo diciamo noi, lo dicono le sentenze dei TAR di mezza Italia, lo dice la Corte dei Conti e lo testimoniano le esperienze di altre regioni che in passato hanno fatto ampio ricorso ai project financing e oggi si ritrovano i bilanci in rosso. Ci ricordiamo quanto accaduto tra gli anni 2000 e 2010 quando imprudenti Sindaci e Presidenti di Regione scoprendosi biscazzieri dell’alta finanza hanno investito nei famigerati titoli derivati e oggi, a distanza di una decina di anni, sono i cittadini a pagarne le conseguenze. Tanto per fare un esempio, solo Regione Abruzzo, detiene in pancia oltre 600 milioni di euro di derivati che rischiano di scoppiarci in mano da un momento all’altro. Ebbene, non paghi delle infauste scelte del passato, per gli "esperti della politica" la nuova frontiera della sanità del futuro si chiama project financing. Uno strumento perverso che genererà una esplosione dei costi nei prossimi 20 anni e che costringerà gli amministratori delle future legislature a tagliare servizi essenziali ai cittadini per onorare i lauti canoni agli investitori privati».

 

"D’Alfonso stia sereno - conclude - faccia un bagno di umiltà, torni sul pianeta terra e ammetta il suo totale fallimento amministrativo: Dove sono i 100.000 nuovi posti di lavoro promessi in campagna elettorale? Dove sono i mari e fiumi puliti che aveva promesso nel 2014? Purtroppo l'operato di questo governo è molto distante dalla narrazione che ne viene fatta nelle conferenze stampa in cui si racconta un Abruzzo che non esiste. La nostra regione vive una situazione disperata: imprese artigiane abbassano la saracinesca ogni giorno, i livelli di povertà sono in continua crescita (l’Abruzzo fra le peggiori performance secondo l’ISTAT), i livelli di spesa sui fondi europei fermi al palo. Fortunatamente il Governo D'Alfonso è giunto al capolinea". conclude Marcozzi.

 

 «Assoluta contrarietà all'utilizzo del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti perché è uno strumento dannoso». Lo afferma la Cgil Abruzzo, sottolineando che «così si tolgono risorse ai servizi sanitari in favore di opere strutturali» ed invitando la Regione a «fornire chiarimenti, spiegando le caratteristiche e i vantaggi dell'opera e dimostrando perché quello individuato sia il metodo più economico per risolvere i problemi esistenti».

«I casi del Veneto e della Toscana, dove è stato utilizzato il project financing - afferma Carmine Ranieri, della segreteria regionale Cgil - confermano che si tratta di uno strumento sbagliato e pericoloso, con il rischio di generare problemi nei conti pubblici ed aumenti dei costi a carico del committente pubblico, se non veri e propri disastri, come rilevato anche dalla Corte dei Conti. Oltre al caso di Chieti, apprendiamo dalla stampa che la Regione conta di costruire diversi ospedali in Abruzzo utilizzando tale strumento. Questo peserà sulle tasche dei cittadini e sottrarrà risorse fondamentali da destinare alla loro cura».