LA SVOLTA

Bimbi intossicati: sequestrata azienda agricola che ha prodotto caciotta col batterio  

Trovato Campylobacter dentro l’azienda e nelle feci delle vacche

Redazione PdN

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Bimbi intossicati: sequestrata azienda agricola che ha prodotto caciotta col batterio  

 

PESCARA. Sono scattati sequestri questa mattina di diversi macchinari e attrezzature nella azienda agricola Savini & Di Nicola di Vicoli in provincia di Pescara.

I Nas insieme ai carabinieri forestali hanno eseguito un sequestro preventivo firmato dal pm Anna Benigni dopo una serie di riscontri incrociati che hanno fino ad ora indicato nella caciotta servita a mensa la causa scatenante dell’epidemia che ha contagiato quasi 300 bambini che hanno mangiato in sette scuole di Pescara.

E’ una svolta importante quella di oggi perchè il Campylobacter trovato nei bimbi che sono stati ricoverati in ospedale è stato trovato nelle caciotte all’interno dei frigoriferi di Cir Food e Bioristora che gestiscono il servizio e poi anche nelle caciotte conservate a Vicoli nella azienda agricola sequestrata oggi.

I riscontri delle analisi sono giunti dalla Asl e dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

I titolare dell'azienda, Christian Savini e la madre Maria Luisa Di Nicola, sono stati iscritto nel registro degli indagati.

In particolare, il sequestro riguarda quattro capannoni per ricovero di circa 70 bovini da latte e un caseificio aziendale, con diversi chili di prodotti lattiero caseari, fra cui caciotte.

L'azienda in questione, già sottoposta a vincolo sanitario, era stata ispezionata più volte da Nas e Asl ed erano stati eseguiti campioni alimentari e tamponi ambientali.

In particolare il batterio è stato trovato in alcune caciotte conservate presso il caseificio e anche nelle stalle. Sembrerebbe essere stato ritrovato il batterio anche nelle vacche stesse allevate nell’azienda il che farebbe presupporre che il latte utilizzato per i formaggi fosse contaminato e non dunque pastorizzato.

Secondo quanto si è appreso il latte potrebbe essere anche in parte acquistato da altro fornitore e in ogni caso non sarebbe stato correttamente sterilizzato.

Gli investigatori non sanno al momento spiegarsi come possa il batterio essere finito nel latte che dovrebbe essere sterilizzato totalmente perchè sottoposto a processo di pastorizzazione ad alte temperature.

Una ipotesi, ancora tutta da verificare, potrebbe essere quella che al latte pastorizzato venisse aggiunto anche quello prodotto in loco dalle vacche sequestrate magari privo di pastorizzazione visto che nell’azienda non sono state trovate le attrezzature adatte per il processo chimico.

I titolari dell’azienda adesso dovranno difendersi dalle accuse preliminari e ancora tutte da dimostrare e potranno spiegare cosa abbia permesso la proliferazione del batterio. 

L’azienda di Vicoli è  nata qualche anno fa grazie all’iniziativa del giovane Christian Savini, classe 1980, ed ha beneficiato anche di un contributo di 40mila euro della Regione per l’imprenditoria giovanile. Christian è stato eletto nel 2014 nel consiglio provinciale della Coldiretti Abruzzo partecipando a diverse iniziative per il rilancio del settore agricolo e caseario dei prodotti locali. Vende prodotti caseari freschi e stagionati producendo in proprio «formaggi a latte crudo» ed ha anche un punto vendita a Pescara.

Non è chiaro che tipo di selezione le ditte vincitrici dell’appalto abbiano utilizzato per selezionare i fornitori locali.

Gli indagati salgono così a sei: oltre ai due titolari dell'azienda ci sono i rappresentanti delle due ditte che, in Ati, gestiscono il servizio di refezione scolastica. I reati ipotizzati a vario titolo sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, di natura colposa, e lesioni colpose, frode nelle pubbliche forniture.

 

a.b.