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Doccia fredda per Guardie mediche Chieti: metti 4 euro, togli 4 euro

Ritornano i soldi per l’indennità di rischio ma tolti quelli per prestazioni ambulatoriali

Redazione PdN

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Doccia fredda per Guardie mediche Chieti: metti 4 euro, togli 4 euro

CHIETI. Dopo aver reinserito i quattro euro dell’indennità di rischio vengono tolti, per mancanza di risorse, i quattro euro per le prestazioni ambulatoriali ai dottori della Guardie mediche.

È questa «la paradossale e ridicola verità di una Asl, quella di Lanciano Vasto Chieti, fallimentare e di un governo regionale inetto e inadeguato».

 La notizia la comunica il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che annuncia il provvedimento firmato nella giornata di ieri dal manager della Asl, Pasquale Flacco.

 «Mentre la stessa Asl decide di farsi carico e indebitarsi per i prossimi 25,5 anni di una rata annuale di 15 milioni di euro per il “capriccio dalfonsiano” del Project Financing che non ha ragioni di esistere, arriva un provvedimento a firma del Direttore Generale, Pasquale Flacco di una gravità inaudita che conferma e certifica tutte le mie preoccupazioni e di come la Asl di Chieti sia da tempo nel caos più totale con bilanci in forte perdita».

Con il provvedimento del 9 luglio, infatti, arriva l’ennesima doccia fredda da parte del Governo regionale targato D’Alfonso e Paolucci tutto a danno dei cittadini, soprattutto delle aree interne e più svantaggiate.

La Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, contrariamente alle altre ASL abruzzesi, ha comunicato a tutte le sigle sindacali e ai medici di Continuità Assistenziale la mancata copertura economica per pagare i quattro euro all’ora quale compenso aggiuntivo per le prestazioni ambulatoriali.

 «Purtroppo questa azienda», si legge nel documento firmato da Flacco, «è impossibilitata a dare attuazione all'accordo per mancanza di copertura finanziaria dei relativi costi, presupposto fondamentale per il corretto esercizio dell'azione amministrativa. Nonostante abbia valutato diverse alternative ed intrapreso diverse iniziative, allo stato appare insormontabile la mancanza di risorse utilizzabili per l'attività ambulatoriale».

Flacco ricorda che ad aprile aveva formalmente richiesto alla Regione Abruzzo l'aumento del budget annuale assegnato alla ASL per la medicina convenzionata «ma ad oggi non è arrivato nessun riscontro».

In un primo momento si era pensato anche di fronteggiare il problema con i ricavi derivanti dal recupero delle somme delle spese di indennità di rischio non dovute, ma il 20 giugno scorso la Regione ha deciso che l’indennità va riconfermata

 Così, praticamente, da una parte vengono  reinseriti i famosi quattro euro per l’Indennità di rischio e dall’altra parte contemporaneamente vengono tolte in un’altra voce.

«Quindi, se ieri i pazienti potevano ricevere le prime cure ambulatoriali (medicazione, endovenose, intramuscolo, fleboclisi ecc..) presso gli ambulatori attrezzati,  da oggi invece dovranno recarsi obbligatoriamente presso il Pronto Soccorso aumentando disagio, file, lungaggini e disservizi», denuncia Febbo. «Praticamente con questa assurda, inspiegabile e inaccettabile decisione i pazienti andranno ad ingolfare ed affollare i Pronto Soccorsi dove abbiamo già una situazione intollerabile con operatori sanitari al collasso per la gran mole di lavoro da svolgere e per mancanza di personale, strutture ed attrezzature idonee nonché la mancanza cronica di medicinali».​



Per Andrea Catena (Pd) «la polemica del consigliere regionale Mauro Febbo, che mette in relazione il project financing per il nuovo ospedale di Chieti e le risorse a disposizione per la medicina convenzionata e le guardie mediche, è chiaramente strumentale ed infondata, come egli sa bene poiché non è ignaro di come si compone il Bilancio di un Ente. Tra le due questioni non c’è nessuna relazione, ed egli lo sa».

Catena ricorda inoltre come il tema strategico si trascini da anni e non è stato affrontato dal centrodestra di Chiodi.