L'INCIDENTE

Chieti, bimbo si fa male durante escursione non autorizzata, scuola non risarcisce

Avvocato scrive al sindaco

Redazione PdN

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CHIETI. Ad aprile scorso un bimbo di 10 anni, studente elementare al Villaggio Celdit di via Campobasso a Chieti si è fatto male mentre stava facendo un'escursione scolastica esterna.

Una escursione che, secondo l’avvocato della famiglia del piccolo, Federico Gallucci del foro di Chieti, non era stata nemmeno mai autorizzata dai genitori.

Ma non è questo il termine della questione. Il problema è nato infatti durante la mattinata quando il piccolo si è fatto male urtando violentemente contro un palo di ferro.

E’ stato portato al pronto soccorso dove è stata riscontrata la rottura di un dente.

L’avvocato ha intrapreso il consueto iter risarcitorio che si mette in moto in casi del genere, inviando diffida al Miur e anche alla segreteria della scuola. Ma non sono mancate soprese.

Mai nessuno, infatti ha risposto alla lettera dell’avvocato che il 19 giugno ha preso nuovamente carta e penna e segnalato l’omissione all’ufficio scolastico regionale.

 «Ad oggi», spiega il legale a PrimaDaNoi.it, «ancora nessuna risposta e nessuna iniziativa intrapresa nemmeno dall’assessore comunale al quale avevamo segnalato la questione. Lui avrebbe dovuto e potuto attivarsi, anche tramite il dirigente comunale agli affari scolastici, e darci delle risposte».

L’avvocato ricorda che con l'accoglimento della domanda di iscrizione la scuola ha l'obbligo di vigilare sulla incolumità dell'alunno con conseguente obbligo di predisporre tutti gli opportuni accorgimenti finalizzati ad evitare che l'alunno arrechi danno e se o agli altri, donde l'attività di vigilanza, di verifica e controllo del dirigente.

«Gli istituti scolastico sono -ex lege- tenuti a stipulare polizze assicurative finalizzate a garantire gli alunni dai sinistri avvenuti in occasione dello svolgimento del rapporto scolastico», continua Gallucci, «ed il dirigente è tenuto a  compiere ogni e più opportuno adempimento finalizzato ad instaurare il contraddittorio tra il danneggiato e la compagnia per addivenire al risarcimento».

In questo caso, però, non è avvenuto: «ad oggi», continua il legale, «non ci è stato comunicato il nominativo della compagnia, non ci è stato detto se è stata sporta denuncia di sinistro e non ci è stata chiesta la certificazione medica relativa alle lesioni. Quindi con la sua omissione il dirigente scolastico non ha ancora messo il genitore, ingiustamente danneggiato, in condizione di essere risarcito dalla compagnia, costringendolo di fatto ad iniziare un difficile lungo e costoso contenzioso nei confronti del ministero, a dispetto del principio di buona amministrazione di vicinanza della P.A. alle esigenze del cittadino».

A questo punto l’avvocato rivolge un appello direttamente al sindaco: «la sua sensibilità nei confronti delle difficoltà dei suoi concittadini è nota. Riteniamo che sia il momento di porre in essere, attraverso la macchina comunale, ogni e più opportuno adempimento».