IL CASO

Spoltore, Commissione Bilancio dura 3 minuti (con gettone). Febo chiede ispezione interna

Burrani: «senza minoranza non c'era bisogno di discutere»

Redazione PdN

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Spoltore, Commissione Bilancio dura 3 minuti (con gettone). Febo chiede ispezione interna

Marina Febo

 

 

 

SPOLTORE.  Mercoledì scorso, la Commissione Bilancio del Comune di Spoltore era convocata alle 8:30. La consigliera Marina Febo è arrivata in aula alle 8.33 e con grande sorpresa ha scoperto che i lavori si erano già conclusi.

  «Sono arrivata in Comune alle 8.28», racconta Febo. «Ho scambiato qualche parola con una dipendente e sono arrivata in aula alle 8.33. A quel punto  il presidente Stefano Burrani mi ha detto che la Commissione era già conclusa. Con lui erano presenti solo altri 2 consiglieri di maggioranza».

Meravigliata, Febo ha chiesto spiegazioni e copia del verbale per verificare l'attività svolta in un lasso di tempo cosí breve, ma era ancora in corso di elaborazione e il documento le è stato consegnato dopo 40 minuti di accese discussioni.

 

Il verbale attesta che, in meno di 3 minuti - perché alle 8:33 Febo era in aula -c’è stato l’appello dei presenti, verifica del numero legale, dichiarazione di validità della seduta, approvazione del verbale della seduta precedente, introduzione della Delibera di variazione del bilancio di previsione finanziario 2018/2020, votazione della stessa, verifica di ulteriori richieste di intervento e dichiarazione di chiusura della seduta.

Una efficienza da record.

«Ho contestato subito l'ostruzionismo ingiustificato del collega Burrani e l'utilizzo degli strumenti istituzionali che comportano l'erogazione del gettone di presenza per una attività praticamente inesistente o per fini politici, sollevando anche dubbi sulla oggettiva possibilità di espletare tutte quelle attività in meno di 3 minuti», racconta la consigliera.

Febo ha richiesto un "controllo interno" del Comune sulla regolarità di quanto accaduto in mancanza del quale, annuncia già da ora, sottoporrà il caso alle autorità competenti.

 

«Non era mai accaduta una situazione così incresciosa in 6 anni che sono consigliera comunale», va avanti l’esponente della minoranza, «probabilmente generata dall'impreparazione di chi non ha ancora compreso che i ruoli pubblici non si improvvisano e il Presidente di Commissione non deve fare il "capostazione di Alanno" - per fare una battuta - ma studiare le carte e prepararsi per essere in grado di sostenere l'argomento e il confronto su temi complessi e delicati che riguardano la vita dei cittadini e della nostra comunità. La solidarietà manifestatami trasversalmente dai colleghi di tutti i gruppi che hanno preso le distanze da quanto accaduto fa ben sperare che resterà un triste episodio isolato, ma considerato che ci sono di mezzo i fondi pubblici è opportuno e doveroso da parte mia pretendere un rigoroso controllo prima di voltare pagina».


«NON C’ERA BISOGNO DI DISCUTERE»

 Stefano Burrani, presidente della II commissione consiliare, interviene sulla polemica, sollevata da Marina Febo e spiega: «è  l'ennesima lite di una persona che non ha ancora imparato le regole basilari del vivere civile: Febo parla di commissione lampo, ma sa benissimo che i consiglieri di maggioranza, presenti alla riunione, avevano già affrontato per ore gli argomenti nella settimana precedente. E' ovvio che in assenza della minoranza, non c'era necessità di discutere ulteriormente. La data e l'orario erano stati concordati con lei: la prima convocazione era alle ore 8.00, dunque il ritardo non è di tre minuti, ma di 33 (trentatre). Ricordo che dopo la seconda convocazione, il presidente è obbligato a far partire la commissione: nonostante tutto avevo dato la mia disponibilità a riaprire la commissione, dopo la chiusura dei verbali, ma lei si è rifiutata. Infine aggiungo che, come Febo sa benissimo ma finge di non sapere, ho già dichiarato al consiglio comunale la mia rinuncia ai 18 euro del gettone di presenza, dunque parlare di spreco di soldi pubblici è completamente fuori luogo. Non ho, inoltre, mai chiesto i rimborsi spese a questo ente, come delegato alla protezione civile, per i viaggi istituzionali che ho fatto in questi mesi, proprio per la mia sensibilità verso i soldi pubblici».