QUESTIONE INFINITA

Ex Cofa, centrodestra contro D’Alfonso: «scappa e tratta il Comune come depandance»

Proprio gli azzurri, però, salvano la maggioranza che non ha i numeri

Redazione PdN

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Ruota Panoramica Pescara, «via prima dell’autunno». Ma la struttura è ancora lì

 

 

PESCARA. Il presidente-senatore Luciano D’Alfonso non ci sarà lunedì prossimo alla seduta straordinaria del Consiglio comunale di Pescara per il confronto pubblico sulla messa in vendita dell’ex Cofa da parte della Regione.

 Delusione da parte di Forza Italia che voleva avere spiegazioni proprio dal governatore dopo la decisione della giunta di mettere in vendita l’area sul lungomare Giovanni XXIII a Pescara.  

Il valore stimato è di 13 milioni di euro per un'area di 25.000 metri quadrati di cui 3.190 attualmente in uso alla capitaneria di porto di Pescara.

«È evidente che il Presidente D’Alfonso non voglia parlare delle proprie intenzioni circa la futura destinazione di un’area tanto strategica quanto quella dell’ex mercato ortofrutticolo e stia cercando qualche scappatoia per evitare di scoprire le carte», sostiene il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli.

«Ma è altrettanto evidente che non glielo permetteremo: se non fornirà una nuova data, assicurando la propria presenza, la seduta si svolgerà giovedì 12 luglio e sarà il Governatore a dover scegliere se far sentire la propria voce o essere un ‘convitato di pietra’, quel che è certo è che il Presidente D’Alfonso la deve finire di trattare il Comune di Pescara come la sua dependance».

Dopo la notizia della vendita il centrodestra aveva chiesto, in Conferenza dei Capigruppo, la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio comunale per discutere della vicenda.

Il centrodestra aveva chiesto espressamente la presenza del Governatore-Senatore D’Alfonso e dell’assessore Paolucci. Ai due è stata data la possibilità di scegliere una data consona ai propri duplici o triplici impegni ed era stato proprio il presidente D’Alfonso a indicare al Presidente del Consiglio comunale Francesco Pagnanelli la data di lunedì 9 luglio, alle ore 17, data distante rispetto all’urgenza della tematica, ma il centrodestra aveva accettato. All’improvviso, però, la novità: da voci di segreteria regionale, sarebbe già stata annunciata l’assenza o, meglio, l’indisponibilità del Governatore D’Alfonso a partecipare alla seduta consiliare del 9 luglio, visto che il presidente sarà impegnato con un’altra attività amministrativa convocata successivamente dal Comune di San Giovanni Teatino.

Dinanzi a tali voci, la segreteria del presidente Pagnanelli, già il 22 giugno scorso, ha inviato una nota ufficiale al presidente D’Alfonso per saperne di più.

Ma dal 22 giugno non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale di risposta istituzionale, né di disdetta né di conferma.

«Al di là della scortesia istituzionale che si gioca tutta in casa Pd, è evidente che il Governatore D’Alfonso sta scappando dalle proprie responsabilità amministrative», denuncia Antonelli.

 

Ma nelle ultime ore c’è anche altro che agita le stanze del Comune e che vede tutt’altro che centrodestra e centrosinistra in conflitto.   

 Il Movimento 5 Stelle, infatti,  attacca la decisione di tre consiglieri di Forza Italia di aver dato il numero legale alla maggioranza di centrosinistra che due sera fa in Consiglio comunale a Pescara non aveva neanche il numero minimo di consiglieri per poter votare una delibera di ratifica.

Per la votazione della delibera di ratifica sono necessari, infatti, 17 consiglieri presenti, ma i consiglieri del centrosinistra in aula erano solo in 14. Così i tre consiglieri di Forza Italia Luigi Albore Mascia, Marcello Antonelli e Fabrizio Rapposelli partecipando al voto hanno fatto «da stampella»  al sindaco Marco Alessandrini che li ha ringraziati in aula.

«La votazione di questa delibera era prevista già nella seduta di  Consiglio comunale di martedì scorso ed aveva registrato un esito infruttuoso, insieme ad altre due delibere, proprio a causa dell'assenza, o forse il “mal di pancia” di diversi consiglieri comunali di maggioranza», commenta la capogruppo M5S di Pescara Enrica Sabatini «ma ieri sera durante un Consiglio comunale, convocato in fretta e furia per la scadenza imminente dei termini, i consiglieri di Forza Italia Antonelli, Mascia e Rapposelli sono andati in soccorso del Partito Democratico e del Sindaco Marco Alessandrini».

«Prendiamo atto dell'atteggiamento morbido di Forza Italia nei confronti di chi ha amministrato così male Pescara negli ultimi 4 anni e di voler compensare le mancanze di un PD che non riesce neanche a garantire il numero minimo di consiglieri presenti per la votazione di una delibera in scadenza».


«SABATINI SI GINGILLA CON ROUSSEAU. NOI DIFENDIAMO LA CITTA’»  

«Vogliamo ricordare alla capogruppo Sabatini che, mentre lei era impegnata a gingillarsi con la piattaforma Rousseau, Forza Italia ha rappresentato l’unico reale argine alle folli scelte amministrative di Alessandrini e del PD con una forte, incisiva e determinata azione in Consiglio e in città, come ampiamente verificabile dalla lettura dei verbali e degli organi di informazione», gli rispondono dal centrodestra.  

«La vera stampella per la Giunta Alessandrini è rappresentata, invece, da quei consiglieri particolarmente dediti alla pratica del “gettone mordi e fuggi”, ovvero risultare presenti all’appello e poi abbandonare la seduta».

Gli azzurri spiegano che la ratifica della variazione di bilancio era in scadenza e la mancata approvazione avrebbe determinato una decurtazione del 10% dei pagamenti a favore di imprese e professionisti che hanno fornito prestazioni e servizi all’Ente, come preventivamente formalizzato ai consiglieri dal dirigente del Settore Ragioneria.

«Quindi nessun aiuto al sindaco Alessandrini (in difficoltà numerica a causa di due consiglieri in viaggio di nozze ed altri due in vacanza), ma esclusivamente un concreto sostegno alla città come responsabilmente Forza Italia ha sempre garantito».