IL FATTO

Pineto. L’area è protetta e la spiaggia ancora invasa dai rifiuti spiaggiati: non si sa come rimuoverli  

Sono passati oltre 20 giorni dalla mareggiata ed in pieno luglio non bastano per pulire...

Redazione PdN

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Pineto. L’area è protetta e la spiaggia ancora invasa dai rifiuti spiaggiati: non si sa come rimuoverli  

 

PINETO. Area protetta non dai rifiuti o dall’inerzia amministrativa. Dopo 20 giorni dalle mareggiate che hanno scosso l’Abruzzo, i rifiuti spiaggiati sono tutti ancora lì. Per fortuna si tratta solo di detriti per lo più di vegetazione come rami e tronchi e non di molto altro ma sono tanti, quintali a decine.

Il punto è che siamo quasi  a metà luglio e magari non è proprio il massimo presentare una delle spiagge più belle d’Italia in questo modo.

Anzi la conferma del riconoscimento è arrivato proprio in questi giorni: quella spiaggia di Pineto è proprio tra le più belle e “incontaminate”. Sarebbe incontaminata se ci fosse maggiore attenzione e solerzia anche tutto intorno alla riserva e magari ai fiumi.

Comunque non si tratta solo di una spiaggia bellissima ma anche di un’area protetta, ma protetta da chi e da cosa?

Si tende talmente tanto a “proteggere” che persino liberare la spiaggia dai rifiuti è diventato un problema, sembra un problema nuovo mai affrontato prima ed infatti non si sa come risolverlo. Intanto si pensa...

 Correttamente le norme in vigore nel Parco impongono di non rimuovere il materiale legnoso che, come è scritto sui cartelli dell’Area Marina Protetta, deve essere considerato una “risorsa e non un rifiuto” perché svolge un’importante funzione ecologica sia contro l’erosione, sia come rifugio e fonte di nutrimento per larve e insetti alla base della catena alimentare dell’ecosistema dunale-litoraneo.

La quantità di materiale arrivato sulle spiagge nelle ultime settimane è stata enorme (sono stati ritrovati interi alberi sradicati sulla spiaggia). Questo ha posto un problema per quanto riguarda la pulizia della spiaggia che, in varie parti dell’Area Marina Protetta, deve essere fatta selettivamente senza l’utilizzo di mezzi meccanici per non danneggiare le dune o i nidi di fratino e non portare via anche il legno spiaggiato.

 In alcune delle pulizie effettuate dopo le mareggiate della fine di maggio, ciò non è accaduto, contravvenendo a quanto stabilito dallo stesso Regolamento di Esecuzione e Organizzazione dell’Area Marina Protetta, in particolare dall’articolo 15 “Disciplina della pulizia degli arenili” dove si legge che nella zona B “sono consentite attività di pulizia delle spiagge esclusivamente a mano” e nella zona C1 la pulizia degli arenili deve essere effettuata “al di fuori delle concessioni balneari, rigorosamente a mano”.

 Anche il Wwf ha posto l’attenzione su questo problema e sul da farsi.

«È vero che l’incuria dei nostri corsi d’acqua  e i rilasci di acqua dagli sbarramenti posti lungo il Vomano fanno arrivare al mare ogni tipo di materiale che poi alla prima mareggiata viene depositato sulla spiaggia. Ma è altrettanto vero che proprio un’Area Marina Protetta e i Comuni che ne fanno parte devono essere i primi a tutelare il patrimonio naturale costiero rispettando quelle norme che si sono essi stessi dati. Non è possibile una simile mancanza di coordinamento per cui il Comune di Pineto fa effettuare la pulizia con mezzi meccanici e l’Area Marina Protetta non interviene per far rispettare il divieto».

 L’Area Marina Protetta è intenzionata a promuovere un incontro al fine di trovare una soluzione a questo problema.

 Secondo il Wwf il Parco e i comuni costieri non possono essere lasciati soli a gestire un’emergenza che in gran parte viene determinata al di fuori dell’area di loro competenza. «Tale iniziativa, però, deve portare ad azioni concrete, mettendo tutti davanti alle proprie responsabilità almeno rispetto a quattro punti fondamentali: controllo del territorio rispetto all’abbandono dei rifiuti lungo i corsi d’acqua; bonifica delle discariche abusive e di quelle in stato di abbandono lungo i corsi d’acqua;
regolamentazione dei rilasci di acqua nei corsi d’acqua per impedire di trasformare il mare in una discarica;
rispetto delle regole per la pulizia della spiaggia».