SANITA'

Ospedale Pescara, mancano 12 anestesisti. Liste d’attesa per interventi

Si attende settembre per bando concorso

Redazione PdN

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ospedale di Pescara

  

 

PESCARA. Mancano all’appello 12 anestesisti rianimatori all’ospedale di Pescara.

 Questo vuol dire  che le liste d’attesa per effettuare interventi chirurgici non d’emergenza non si ridurranno almeno sino a fine autunno, quando si spera che, attraverso un concorso, possa entrare in servizio il nuovo personale a compensare i pensionamenti del 2017 e del 2018.

E’ quanto emerso ieri in Commissione Sanità convocata proprio per esaminare la situazione delle liste d’attesa per interventi non urgenti, liste pari a una media di uno o due anni. Presente alla seduta il Direttore Sanitario Valterio Fortunato.

 

 

Forza Italia aveva richiesto la Commissione – ha ricordato il Capogruppo Antonelli – raccogliendo le segnalazioni di decine di cittadini i quali si sono scontrati con una situazione paradossale, ovvero oggi prenotare un intervento chirurgico considerato non urgente in quanto l’eventuale patologia, per quanto fastidiosa, non crea una condizione di pericolo di vita per il paziente stesso, significa attendere 6 mesi nei casi migliori, ma la media si attesta su un anno o, peggio, due anni.

Un’attesa che, fatto un rapido giro tra i reparti che implicano attività chirurgica, in realtà riguarda tutte le malattie, ad eccezione di quelle tumorali che, almeno quelle, sembrerebbero viaggiare su una corsia diversa.

  

 

I NUMERI

Gli anestesisti in servizio,  al momento, sono solo 40, dopo i pensionamenti del 2017 e del 2018. La Regione Abruzzo solo a fine 2017 ha autorizzato 4 nuove assunzioni per compensare i pensionamenti di inizio anno, e poi ha autorizzato nel 2018 altre 8 nuove assunzioni.

Come previsto dalla legge, la Asl di Pescara ha avviato prima un bando di mobilità da altre strutture per i 4 del 2017, al bando hanno però risposto solo due medici specialisti, uno ha preso servizio ed è stato mandato all’ospedale di Popoli, dove c’era una carenza ancor più grave di Pescara; la seconda ha accettato la mobilità, ma si trova in gravidanza.

Gli altri due posti sono rimasti deserti, quindi non ci sono rianimatori disponibili a essere assunti di ruolo. A questo punto la Asl sta aspettando settembre, quando a Chieti usciranno i nuovi medici specializzati in anestesia e rianimazione, almeno 6 unità, per bandire il concorso pubblico per 10 posti vacanti, sperando poi che i medici partecipino.

Questo però significa che almeno per altri cinque o sei mesi le sale operatorie viaggeranno in continuo affanno.

 

 

«COLPA DELLA REGIONE»  

 «La colpa è della Regione che continua a fare concorsi per assumere amministrativi nella sanità anziché per assumere personale sanitario medico o infermieristico e reintegrare i posti vacanti. A tutto questo si aggiungerà finalmente, dopo anni di colpevole ritardo della giunta D’Alfonso, e di nostre battaglie, la conquista della qualifica di DEA di secondo livello per il nostro nosocomio, che significherà una specializzazione della nostra chirurgia verso l’alta professionalità che quindi richiederà un ulteriore incremento di risorse e personale. A fronte di tali situazioni, diventa sconcertante assistere all’indifferenza della maggioranza Pd in Consiglio regionale che, anziché tutelare i territori, pensa a far fare affari ai privati nella costruzione di nuovi ospedali”.