IL BUSINESS DEI RIFIUTI

Civeta quale futuro? Poche idee ma confuse, intanto si punta sulla nuova discarica

La maggior parte dei rifiuti viene importata ma allora a che serve il consorzio?

Redazione PdN

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Quarta vasca discarica Cupello: progetto da rifare

  

CUPELLO. Fronte caldissimo in Valle Cena. E non solo per il recente doppio incendio nella discarica su cui stanno indagando i carabinieri. E non solo perchè Noe ed Arta, stanno facendo controlli approfonditi dopo due esposti contro il consorzio, firmati  da chi «voleva fare qualche scoop sui giornali» secondo l’ingegnere Luigi Sammartino, direttore tecnico del Civeta.

Il fronte più caldo e decisivo è il futuro stesso del Consorzio Civeta e dell’impianto di Cupello.

Il recente incontro organizzato dall’associazione “Il Cambiamento” ha fatto emergere una situazione con risvolti clamorosi.

Obiettivo originario del consorzio pubblico era puntare soprattutto alla raccolta differenziata e il compostaggio (obiettivi mancati) e domani si potrebbe cambiare totalmente: privatizzazione, sguardo fuori Abruzzo, «guerra dei rifiuti» (copyright Sammartino stesso) con Ecolan, caratterizzazione del territorio come «mera discarica» (per dirla invece con Giuseppe Di Marco, presidente regionale Legambiente).

 

SINDACI E CIVETA, DUE RETTE PARALLELE

Il Civeta è commissariato dal 2015, incarico che è stato conferito al responsabile del Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini. Due anni dopo è subentrata nella gestione la Cupello Ambiente.

E qua emerge subito il primo conflitto.

Il coordinatore dell’associazione “Il Cambiamento” ha definito «sempre più fastidiosa l’assenza costante dei Comuni a iniziative come queste: la politica ha completamente abdicato al proprio ruolo».

I sindaci, almeno da due anni, d’altro canto chiedono con forza la fine del commissariamento e denunciano di essere stati completamente tagliati fuori.

Non possono esprimersi neanche sulle tariffe, nonostante l’evidente interesse della cittadinanza (e quindi dei loro rappresentanti), e non hanno alcune voce in capitolo.

A quale ruolo avrebbe quindi abdicato?

Lo ha ribadito durante il convegno il sindaco di Monteodorisio, Di Giacomo.

L’approdo della Cupello Ambiente rende la situazione ancora più paradossale perché, ad oggi, in realtà neanche il Commissario può intervenire direttamente sulla gestione.

Secondo quanto riferito dal direttore Sammartino, il Civeta può compiere un’azione di controllo.

Altro dato clamoroso, che allontana sempre più i comuni fondatori dal Civeta, è l’impossibilità (emersa nei mesi scorsi) per il Consorzio di partecipare a gare pubbliche. Un’impossibilità che deriva dal mancato adeguamento dello Statuto all’attuale legislazione nazionale.

E così Cupello, Monteodorisio e Casalbordino in futuro potrebbero rivolgersi altrove avendo indetto di queste gare.

E qua torna prepotente l’interrogativo che alcuni sindaci ripropongono da tempo: perché prosegue il Commissariamento?

 

A CUPELLO PREVALE L’IMPORTAZIONE  DEI RIFIUTI

A Cupello arrivano più rifiuti da fuori che dai soci.

E su questo si innesta il dato più clamoroso di tutti, emerso durante l’incontro de “Il Cambiamento”: la sopravvivenza del Civeta è legata ai conferimenti extra-regionali.

Nel novembre scorso avevamo rivelato che a Cupello arrivano rifiuti dal Comune di San Severo. Nell’occasione abbiamo posto l’attenzione sui tempi di utilizzo dell’attuale vasca per i conferimenti, domandando di quanto diminuirà la capacità residua.

Risposta giunta dai dati snocciolati dal direttore Civeta Sammartino: la vita utile dell’attuale invaso, il terzo dell’impianto, si riduce praticamente della metà; doveva esaurirsi dopo 15 anni, invece accadrà al massimo in 8 anni.

E non solo per i conferimenti pugliesi.

In realtà, Sammartino ha rivelato che a Cupello arrivano rifiuti anche da Lazio, Campania e Marche. Sull’arrivo di rifiuti dal Lazio l’attenzione aveva provato a porla nel gennaio scorso il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. Il primo cittadino chiedeva se era previsto l’arrivo anche a Cupello ed esprimeva preoccupazione per il possibile esaurimento della discarica.

L’unica risposta arrivò con una forte contestazione proprio del coordinatore de “Il Cambiamento” D’Amico.

Nella documentazione ufficiale, effettivamente, Cupello non compariva tra i siti di destinazione dei rifiuti romani.

Ma oggi la realtà è diversa ed i rifiuti dal Lazio arrivano, l’emergenza romana non è quindi solo della Capitale.

Nel 2017 i conferimenti extra-consorzio sono stati di oltre 40.000 tonnellate, quelli dai comuni consorziati di 24.000.

Sarebbe interessante capire se questi 40.000 provengono tutti da fuori regione. O anche da altri territori abruzzesi. Ma il dubbio rimane. L’ultimo “Rapporto sulle attività di smaltimento RU” che la Regione Abruzzo ha pubblicato online è datato 20 agosto 2013.

 

FUTURO DI SOLA DISCARICA?

E qui si inserisce l’iniziativa della Cupello Ambiente di costruzione di una quarta vasca. Progetto al centro di uno scontro con il Commissario, dopo la documentazione resa pubblica nel novembre scorso dal Forum H2O.

Il progetto fu ritirato ma è stato ripresentato il 18 maggio scorso interamente della Cupello Ambiente, nel quale il Civeta non compare.

Lo smaltimento dei rifiuti del vastese sarà quindi in futuro completamente privatizzato, con la governance pubblica cancellata?

Secondo Sammartino le uniche possibilità di rilancio del Consorzio, così da almeno diminuire la dipendenza dai conferimenti extra-regionali, sono i progetti di biometano, trattamento delle acque reflue e compostaggio. Ma il Consorzio dovrebbe decidere quale futuro avere.

Perché questi progetti, ha rimarcato Giuseppe Di Marco di Legambiente, non sarebbero compatibili con la costruzione di nuove vasche e la direzione conseguente che porta a rischiare di caratterizzare questo territorio come “mera discarica”.

Insomma si naviga a vista e se idee ci sono non vengono raccontate ai cittadini.

 

 a.d.f