LA BEFFA

L’olio (quasi) ‘Italico’: un danno per consumatori e produttori. La battaglia parte dall’Abruzzo

Nel mirino il patto tra Coldiretti e Federolio presentato nei giorni scorsi a Roma.

Redazione PdN

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L’olio  (quasi) ‘Italico’: un danno per consumatori e produttori. La battaglia parte dall’Abruzzo

 

ABRUZZO. Alcune industrie acquisteranno olio extravergine d’oliva a 4 €/Kg, ben al di sotto del costo medio di produzione regionale (5,50-6 €/Kg), da utilizzare per il progetto “Italico”.

 Un progetto che, oltre ai costi, fa discutere perchè  autorizza accanto all’olio extravergine di oliva 100% italiano, l’Italico ovvero una miscela di oli al 50% italiani (o poco di più) e per il restante stranieri, comunitari e non.

«L’accordo di filiera Coldiretti-Federolio non riconosce il giusto valore all’olio extra-vergine d’oliva abruzzese e serve a sdoganare le miscele di oli italiani con oli comunitari ed extracomunitari: daremo battaglia per tutelare la dignità dei produttori, il futuro del prodotto e la salute dei consumatori».
È una presa di posizione dura, senza sconti, quella di Luigi Di Giandomenico, Presidente della O.P. Capo Società Cooperativa Agricola p.a. Abruzzo di Pianella (PE).
Nel mirino il patto tra Coldiretti e Federolio presentato nei giorni scorsi a Roma.
Gravi, in particolare, sostiene Di Giandomenico, le parole del Segretario Generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, secondo cui “il massimo del Made in Italy è quella industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine d’oliva italiano”
«Questa filiera è un fake che ha un unico obiettivo: uccidere la produzione olivicola italiana – ha tuonato Di Giandomenico -. È a rischio il futuro di migliaia di famiglie abruzzesi che vivono grazie all’eccellenza di questo prodotto, simbolo della dieta mediterranea».
«Alcune industrie, grazie a questa filiera farlocca, acquisterebbero olio extravergine d’oliva italiano a 4 €/Kg, ben al di sotto dei costi medi di produzione che in Abruzzo si aggirano intorno ai 5,50- 6 €/Kg -  ha sottolineato Di Giandomenico -. Il nostro prodotto, simbolo del Made in Italy, emblema di storia e cultura del territorio, come si evince da interviste e dichiarazioni verrebbe utilizzato per sdoganare il progetto “Italico”, miscela di oli italiani con oli comunitari ed extracomunitari, tanto caro ad alcune aziende e ai vertici di Coldiretti».

«Ci opporremo con tutte le forze perché non possiamo consentire a Coldiretti e Federolio di mettere sul lastrico, attraverso la svendita dell’olio extravergine d’oliva, migliaia di olivicoltori abruzzesi», ha rimarcato Di Giandomenico.

«Invito i produttori, i consumatori e tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione lanciata dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori a tutela dell’olio extravergine d’oliva italiano, dei produttori e della salute dei consumatori per lanciare un messaggio forte al Governo Nazionale affinchè prenda le distanze da questo attentato al Made in Italy», ha concluso il Presidente Luigi Di Giandomenico.



QUI LA PETIZIONE