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Prati di Tivo, capsule esplosive anti valanghe, anche il Cai è scettico

E’ davvero la soluzione giusta?

Redazione PdN

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Prati di Tivo, capsule esplosive anti valanghe, anche il Cai è scettico

 

 

ABRUZZO. Il sistema antivalanga o’Bellx è davvero l’unico realizzabile a Prati di Tivo?

 Se lo domanda il Club Alpino Italiano che interviene in una questione che la Provincia dà ormai per accertata ed ormai in dirittura d’arrivo. Ma non si spengono le polemiche.

Si tratta di un sistema a gas per il distacco artificiale controllato delle masse nevose instabili, capace di evitare che valanghe di grandi dimensioni possano creare situazioni di rischio per persone e infrastrutture.  Ci sono già a ad Alba, frazione di Canazei, (16) e dal 2014 anche in provincia di Belluno.

Il sistema consente di effettuare esplosioni preventive, rapidamente e indipendentemente dalle condizioni meteo.

Le campane (ognuna pesa 500 kg, bombola di gas esclusa) vengono installate ad alta quota poco prima della stagione invernale mediante elicottero (sui supporti fissati nel terreno) e vengono riportate a valle durante la stagione estiva. Sono energeticamente autonome, alimentate elettricamente da batteria ricaricata da regolatore e pannelli solari integrati alla struttura.

In estate resterà visibile, dunque, solo la base di sostegno composto da un traliccio in acciaio zincato da 475 kg, fissato in una soletta di cemento o nel ghiaccio.

Il Cai sostiene che sia imprescindibile adottare un sistema di difesa dal rischio valanghe ma si chiede se l’O’Bellx sia il solo sistema realizzabile, anche in riferimento all’impatto e alla funzionalità e se dia le maggiori garanzie nel tempo, oppure vi siano soluzioni altrettanto valide, calibrate sulla realtà ambientale, sociale ed economica dei Prati di Tivo.

«E’  lecito chiedersi», continua il club Alpino, «se il sistema presentato sarà gestito dalla stessa società (ora in liquidazione) esercente gli impianti scioviari».

Anche sui costi di gestione (smontaggio, ricovero del sistema durante il periodo estivo, riposizionamento per il periodo invernale,manutenzione annuale e ricarica  dopo l’utilizzo, costi del personale addetto) il Cai Abruzzo solleva qualche perplessità.

E le domande sono tante: esiste uno studio dei costi di gestione e a carico di chi? Come si prevede di recuperare la somma necessaria per il funzionamento a pieno regime del sistema? Riguardo all’analisi degli investimenti finora attuati, prevalentemente con fondi pubblici, per il “rilancio” dei Prati di Tivo, il Cai non ha dubbi: «ci si è rivolti ad un tipo di sviluppo del turismo che non ha prodotto i risultati sperati, al contrario ha finito per divorare risorse pubbliche senza benefici per il sistema socio-economico in cui operano le popolazioni del comprensorio montano».

 

 

«Non si può continuare a rincorrere le criticità prodotte da mancate pianificazioni e programmazioni. E’ giunto il momento che sul comprensorio di Prati di Tivo tutti i soggetti interessati si confrontino per dare certezze di produttività e compatibilità agli investimenti pubblici la cui esiguità comporta attente valutazioni e non improvvisazioni sui modelli di sviluppo».