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Nuovo ritiro per l’acqua San Benedetto: «cattivo odore»  

Due lotti di bottiglie da 2 litri. Il 19 giugno scorso l’ultimo richiamo

Redazione PdN

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Nuovo ritiro per l’acqua San Benedetto: «cattivo odore»  

SCORZE’. Questa volta si tratta di cattivo odore.  L'acqua San Benedetto dopo il ritiro di alcune bottigliette da mezzo litro segnalato tra il 16 ed il 21 giugno scorso per  "presenza superiore al consentito di idrocarburici" ora è alle prese con un altro problema un "odore non caratteristico" riscontrato dai consumatori.

E’ scattato in autotutela il ritiro di due lotti della nota acqua questa volta nel formato da due litri.

La segnalazione al momento appare solo sul sito del  gruppo SoGeGross che opera nella grande distribuzione organizzata e al dettaglio spiegandone sul proprio sito le motivazioni ovvero la presenza di un cattivo odore riscontrato dai consumatori all'apertura delle bottiglie.

I lotti interessati sono A8141R e A8143T con scadenza (TMC) rispettivamente 20/11/2019 e 22/11/2019.

Le bottiglie sono state vendute in Liguria e in Piemonte (i Cash di Casale Monferrato e Lusignano d’Albenga) fra il 21 maggio e il 27 giugno.

Chi avesse acquistato quei lotti pu restituirli.

Il Gruppo San Benedetto in merito alle segnalazioni ricevute assicura che non ci sono rischi per la salute, che si tratta di un ritiro a scopo precauzionale e il fenomeno del cattivo odore sarebbe "di origine naturale".

 

E precisa che «Tutte le sue fonti sono in regola con la legislazione vigente. Gli esiti delle analisi che quotidianamente vengono compiute, dalle fonti al prodotto finito, escludono la presenza di contaminanti di qualsiasi genere all’interno dei cicli produttivi di tutti gli stabilimenti. In rarissimi casi e solo su alcune bottiglie, si sono riscontrati episodi di “alterazione di odore”. Il fenomeno è di origine naturale, non è dannoso per la salute ed è stato eliminato».

Nonostante la segnalazione sia già di due giorni fa non c’è stata alcuna segnalazione sul sito istituzionale del ministero della Salute che nell’ultimo caso aveva per due volte riportato l’avviso con poche specifiche.

Anche questa volta oltre le poche informazioni fornite dalla società non ci sono dettagli sulle cause e sul fenomeno che appare un vero mistero.

Questa volta non c’è nemmeno la certezza della sorgente di provenienza mentre l’ultima volta era quella di Popoli in Abruzzo.

In ogni caso se indagini sono state svolte gli esiti non sono stati resi noti.