IL FATTO

Piano d’Orta, Regione: «non servono procedura Va e Via»

Arriva la risposta degli uffici al Ministero dopo la diffida.

Redazione PdN

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Piano d’Orta, Regione: «non servono procedura Va e Via»

 

 

ABRUZZO. La conferenza dei servizi decisoria convocata dal Ministero dell'Ambiente sul progetto di bonifica per una porzione dell'area ex Montecatini di Piano d'Orta può andare avanti perché non vi è bisogno della procedura di V.A.-V.I.A.

 

La Regione Abruzzo, servizio Rifiuti, ha risposto alla diffida pervenuta due giorni fa dal Ministero dell'Ambiente che aveva dato due giorni all'ente per rispondere sulla necessità o meno della procedura, ritenendo esclusa la procedura per analogia con il parere del Comitato V.I.A. riguardante la discarica Tre Monti di Bussi rilasciato un mese fa.

 

Tra l'altro quest'ultimo progetto è molto più corposo di quello previsto per Piano d'Orta, visto che qui si tratta di rimuovere 28.000 mc di rifiuti e 3.500 mc di terreni contaminati.

 

Forum Acqua Abruzzo e Stazione Ornitologica ricordano che  le procedure di V.A. (verifica di assoggettabilità) e di V.I.A.(Valutazione di Impatto Ambientale) vengono svolte su specifiche categorie di opere elencate dettagliatamente negli allegati del D.lgs.152/2006. Interventi quali quelli a Bussi sulla discarica Tre Monti e a Piano d'Orta sull'area ex Montecatini, non rientrano assolutamente in tali  elenchi di tipologie di opere.

«A  nostro avviso erano addirittura domande pleonastiche, trattandosi tra l'altro di interventi volti al miglioramento ambientale che hanno carattere di urgenza in considerazione degli impatti sanitari che possono esserci».

 

La Regione ha anche tenuto a replicare al Ministero che era onere di quest'ultimo stabilire le procedure da seguire e contattare gli uffici preposti della Regione.

«Sinceramente dopo 11 anni dalla scoperta della contaminazione crediamo che tutti gli enti debbano solo pensare ad operare velocemente per recuperare il tempo perduto. I cittadini della Val Pescara attendono con ansia il risanamento del territorio», chiudono le associazioni.

 

Anche perchè questo progetto è una prima fase di un'azione più ampia che presto dovrà interessare anche altre aree del sito.