IL FATTO

Effetto serra, anche l’Università di Teramo nel progetto finanziato dall’Ue

Partecipa anche dipartimento Università L’Aquila

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

71

Climatologo, il gelo al sud è anomalia: la prova che il pianeta si surriscalda

 

TERAMO. C’è anche la Facoltà di Bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali dell’Università di Teramo nel progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea per la produzione di carburanti liquidi a partire da lignite, biomasse e rifiuti organici.

Al progetto - finanziato dall’UE per un milione e 750.238 euro ‒ partecipano anche il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di L’Aquila (referente la professoressa Katia Gallucci), l’Università di Darmstadt (Germania), l’Università di Ulster (Regno Unito), i centri di ricerca polacco e greco di Zabrze e Thermi e le industrie tedesche RWE Power AG e Thissenkrupp Industrial Solutions AG di Essen.

«Nell’ambito della politica di riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, responsabile dell’effetto serra ‒ ha spiegato Sergio Rapagnà, docente della Facoltà di Bioscienze e referente del progetto per l’Ateneo di Teramo ‒ l’Unione Europea ha fissato due obiettivi nel 2030: ridurre le emissioni di anidride carbonica del 40% rispetto ai valori del 1990 e aumentare l’uso delle energie rinnovabili per coprire il 27% del proprio fabbisogno energetico.

Al settore trasporti è imputabile il 25% del consumo totale di energia nel mondo e questa percentuale aumenterà nei prossimi decenni ad un ritmo dell’1,4% all’anno. Negli ultimi vent’anni le emissioni di anidride carbonica dovute al trasporto terrestre sono aumentate del 13% mentre quelle dovute al trasporto aereo sono aumentate del 93%. É in quest’ottica che l’Unione Europea ha finanziato il progetto di ricerca per la produzione di carburanti liquidi».

«La riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte del settore trasporti ‒ ha aggiunto Rapagnà ‒ può essere realizzata anche mediante l’utilizzo di autoveicoli a trazione elettrica, a patto che l’energia elettrica necessaria per ricaricare le batterie sia prodotta da fonti rinnovabili. Per altri mezzi quali camion, aerei e navi, nei quali è improbabile l’utilizzo di batterie, sarà invece necessario l’utilizzo di carburanti ottenuti da fonti rinnovabili. I bio-carburanti hanno il vantaggio di poter alimentare tutti gli attuali e i futuri autoveicoli senza modificare le odierne infrastrutture di rifornimento».