IL FATTO

Il terremoto di Amatrice ‘salva’ i bimbi di Celano: scoperta faglia sotto scuola

Il sindaco chiarisce dopo i dubbi del PD

Redazione PdN

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Il terremoto di Amatrice ‘salva’ i bimbi di Celano: scoperta faglia sotto scuola

 

 

 

CELANO.  Sembra incredibile ma non lo è. A Celano nel 2014 si decise di approvare un progetto preliminare per la demolizione e la ricostruzione in loco dell’edificio della scuola Media “Tommaso da Celano” in località Fontanelle.  

 

Quindi le proposte arrivate da altrettante ditte ma le buste non sono mai state aperte e nemmeno la commissione di gara è stata mai istituita.

Risultato: la scuola non verrà mai abbattuta nè tantomeno ricostruita. A bloccare tutto il terremoto di Amatrice, ovvero le scosse del 24 agosto 2016 e poi quello del 18 gennaio 2017. Solo qualche giorno fa la parola fine.

 

Proprio dopo le scosse nel centro Italia, l’amministrazione, «responsabilmente», rivendica oggi il Comune rispondendo alle accuse del Partito Democratico,  dopo la valutazione degli indici di vulnerabilità di tutti gli edifici pubblici, decise di chiudere le strutture più a rischio tra cui quella in via Fontanelle.

Venne deciso anche di accelerare lo studio di microzonazione sismica.

E’ proprio a quel punto, ricostruiscono oggi dal Comune, che si scoprì una realtà che nessuno conosceva prima: sotto la scuola c’è una faglia attiva e capace, ovvero proprio il piano di rottura della faglia che in caso di terremoto, ha un altissimo potenziale di generare pericolosità per le strutture.

Da qui la decisione di delocalizzare l’istituto scolastico davanti al Palazzetto comunale e viene dato mandato agli uffici di revocare la vecchia  procedura di affidamento dei lavori di demolizione e ricostruzione.

Si mette in moto una procedura che fortunatamente non produce danni economici.

Le 15 ditte vengono informate delle novità, a loro la possibilità di inviare entro il 15 giugno scorso delle controdeduzioni.

Nessuna risponde, storia chiusa.

E comunque dal Comune ricordano (rispondendo proprio ai dubbi sollevati dal Partito Democratico, che ipotizzava richieste di risarcimento danno) che conseguenze non ce ne potevano essere: «non occorre prevedere alcun indennizzo nei confronti dei concorrenti in quanto la revoca della gara in oggetto interviene in una fase antecedente all'aggiudicazione provvisoria».