IL FATTO

Pedopornografia: 1000 file in casa, arrestato docente in Abruzzo

Redazione PdN

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Pedopornografia: 1000 file in casa, arrestato docente in Abruzzo

 

 

L’AQUILA. Un insegnante di musica di 49 anni è stato arrestato dalla polizia postale di Pescara su disposizione del gip dell'Aquila perche' trovato in possesso di ingente quantita' di materiale pedopornografico.

In casa dell'uomo, residente nel litorale abruzzese, sono stati trovati circa 1000 file di foto e film ritraenti minori, alcuni in tenera eta', coinvolti in attivita' sessuali con adulti. Nel materiale sequestrato anche una fotografia ritraente una delle allieve del corso di musica.

Per l'insegnante sono stati disposti i 'domiciliari' con l'obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione senza autorizzazione dell'Autorita' Giudiziaria e di non avere contatti telefonici o telematici con persone diverse dai familiari conviventi.

La misura si e' resa necessaria per quella che gli inquirenti hanno definito una "spiccata inclinazione pedofila" e anche per il lavoro dell'uomo che lo metteva in costante contatto con minorenni.


 

C'erano anche foto 'innocenti' dei suoi allievi e perfino alcune immagini, scaricate dal web, di Yara Gambirasio tra i file trovati sul computer di un uomo arrestato stamani dagli agenti del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara perché trovato in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico.

 

Su hard disk e supporti informatici, gli agenti della Polpost, diretti dal vicequestore Elisabetta Narciso, hanno trovato circa 5.600 video e 130mila immagini pornografiche, di cui 1.075 pedopornografiche. Trovate inoltre delle foto di alcuni allievi dell'uomo.

Al momento della perquisizione è emerso che l'insegnante aveva eseguito dei backup e compresso i dati, ma gli accertamenti della Polpost hanno comunque consentito di recuperare il materiale.

Emerse inoltre numerose conversazioni su Skype con altri soggetti con cui l'uomo si scambiava immagini e video pedopornografici.

Gli accertamenti nei confronti del 49enne erano scattati a dicembre, nell'ambito di una più ampia indagine partita da Milano.

 

 

Il 49enne ha l'obbligo di non avere contatti telefonici o telematici con persone diverse dai familiari conviventi. Le indagini proseguono, anche per svolgere accertamenti sulla sua rete di contatti.