IL BUCO NERO

Acqua Gran Sasso, a luglio la Commissione Ambiente sulla sicurezza

Strada dei Parchi, intanto, torna sul terzo tunnel

Redazione PdN

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Acqua Gran Sasso, a luglio la Commissione Ambiente sulla sicurezza

 

 

ABRUZZO. Si terrà il 10 luglio, a meno che una eventuale seduta del Consiglio regionale la differisca di pochi giorni, la seduta della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, incentrata sullo stato dei lavori della messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso.

 

La seduta verrà convocata a breve dal presidente della Commissione Pierpaolo Pietrucci e fa seguito a una richiesta di audizione presentata dalle associazioni Wwf, Legambiente, Arci, ProNatura Laga, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia Nostra e Fai (che promuovono l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso) e dal Forum H2o.

 

Saranno audite come richiesto le associazioni, e interverrà il vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli.

«Si tratta di una vicenda delicata e centrale perché impatta questioni come la salute della popolazione e la necessità di garantire protocolli e procedure che siano sicuri al massimo grado», dice Pietrucci.

«Per questo, quando le associazioni hanno fatto richiesta di audizione rilanciata dal collega del Movimento Cinque Stelle Riccardo Mercante, non ho avuto difficoltà ad accordarla, assicurandomi anche della presenza del vicepresidente in maniera da garantire una seduta puntuale, esaustiva, produttiva. Del resto sin da quando quattro anni fa ho assunto la responsabilità di presiedere la Commissione Territorio, Ambiente, Lavori Pubblici e Infrastrutture del Consiglio regionale mi sono anche impegnato pubblicamente a coordinarla come un organismo aperto alle istanze dei cittadini e che tenesse conto delle esigenze dei gruppi di minoranza».

Intanto due giorni fa si è tenuta l'ultima riunione del Tavolo Tecnico predisposto dalla Regione Abruzzo per l'emergenza idrica nella quale è stato possibile per l'Osservatorio per l’acqua del Gran Sasso assistere all'incontro, sebbene non ancora invitato formalmente.

Una riunione durata più di tre ore densa di contenuti che nella descrizione dei progetti ha delineato non solo le prospettive ma anche i ritardi e la cronistoria di una vicenda che ha origine nella costruzione dei tunnel autostradali.

Ad un anno dai fatti di maggio 2017, la Regione Abruzzo, tramite il Vicepresidente Giovanni Lolli, ha convenuto di seguire quanto l'Osservatorio ha descritto e delineato dall'inizio della

vicenda ripartendo di fatto dalla relazione del Commissario Balducci per chiarire come l’unico vero obiettivo perseguibile debba essere la messa in sicurezza dell’acquifero ed il rispetto delle diverse normative ambientali da parte di Strada dei Parchi e Laboratori.

I progetti presentati dal INFN-LNGS e da Strada dei Parchi si inseriscono nella proposta di messa insicurezza e dell’isolamento dell’acquifero rispetto alle due realtà potenzialmente inquinanti : Autostrada e Laboratori.

 

L’Osservatorio ritiene importante che si sia chiarito come ogni attività ed esperimenti dei Laboratori del Gran Sasso dovranno essere sottoposti a Vinca, Valutazione di Incidenza Ambientale con lo scopo di accertare preventivamente se determinate attività dei Laboratori possano avere incidenza significativa sul delicatissimo territorio che, suo malgrado, li ospita. «I Laboratori non potranno più pensare di essere “padroni” di un territorio ma dovranno, di volta in volta, subire valutazioni dei loro esperimenti», continua l’Osservatorio.

Inoltre la procedura di Vinca consentirà alle associazioni di poter intervenire e

controllare.

 

LA PROPOSTA DI STRADA DEI PARCHI

Fra le proposte presentate da Strada dei Parchi invece è emersa, in alternativa a proposte di messa in sicurezza, la riproposizione della costruzione di un terzo tunnel in veste di

elemento di sicurezza.

Idea progettuale respinta unanimemente dall'intero Tavolo, fra lo sconcerto.

Resta da affrontare ancora il superamento della normativa Seveso per i Laboratori.

«Lo stoccaggio delle sostanze pericolose all'interno dei Laboratori dell'INFN», dice ancora l’Osservatorio, «sono ancora un rischio molto pesante per la nostra acqua. Attendiamo di leggere il cronoprogramma che il Laboratorio dovrà presentare in cui disegnare il termine di alcuni esperimenti e l’allontanamento delle sostanze pericolose».