IL SISTEMA

Comitato Via, il neo ministro Costa sospende le nomine in autotutela

Dopo l’esposto dei 5 Stelle e i rilievi della Corte dei Conti è arrivata la decisione

Redazione PdN

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Comitato Via, il neo ministro Costa sospende le nomine in autotutela

Sergio Costa

 

 

ROMA. Con un atto interno il neo ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha sospeso in autotutela le nomine per la commissione Via, Valutazione Impatto Ambientale, e ha deciso che avvierà un concorso pubblico per assumere nuovi dipendenti al Ministero, dipendenti che siano più tecnici che amministrativi.

 

Il primo atto del neo ministro era attesa da lungo tempo anche perchè incide direttamente sulla commissione   attraverso cui deve passare ogni opera – grande e piccola – che abbia impatto sull’ambiente e che voglia il via libera alla realizzazione, Tap e Tav incluse.

Nei mesi scorsi erano emersi grandi conflitti di interesse all’interno della Via, conflitti su cui aveva puntato lo stesso Movimento 5 Stelle, che oggi ha i poteri per incidere e cambiare quello che non va.

Il gruppo pentastellato aveva analizzato i curricula di tutti i partecipanti alla Commissione Via nazionale in un lungo e dettagliato lavoro di incrocio di informazioni “aperte” cioè reperibili per chiunque ma solo con un lavoro di analisi lungo e complicato.

Sono emerse così verità sconcertanti e preoccupanti, in particolare su 12 partecipanti,  da indurre molti parlamentari pentastellati a firmare un lungo esposto alle Procura di mezza Italia e alla procura antimafia. Questo, dunque, dopo essere riusciti a tracciare i curricula “occulti” di alcuni componenti non esattamente al di sopra di ogni sospetto.

E non si tratta di cose di poco conto.

Già, perchè le decisioni di questo comitato possono decretare la vita e la morte di progetti e infrastrutture ma anche paradiso e inferno di imprese e multinazionli, grossi guadagni miliardari o perdite ingenti a seconda di ogni minima prescrizione imposta.

Apportare migliorie in una grande opera significa investire milioni di euro da parte del privato che dovrà realizzarla. Non controllare che tali prescrizioni siano davvero applicate e realizzate significa concedere un vantaggio economico all'impresa e scaricare enormi rischi sulla popolazione.

 

LA SVOLTA

Ma ora arriva la svolta come spiega il neo ministro in una intervista a Il Fatto Quotidiano. Anche la Corte dei Conti, tra l’altro, aveva detto al precedente ministro che il profilo di legittimità amministrativo erariale delle nomine non era conforme alla legge, soprattutto per l’incompatibilità dei curricula.

«Ho ereditato questa situazione», ha spiegato Costa, «e anche per quella che è la mia storia, se un magistrato mi allerta su un atto, io prima di tutto lo ritiro in autotutela. Per me è un’azione che chiarisce quale sia il percorso che voglio seguire: competenza e trasparenza. La commissione Via ha un peso significativo sui cittadini perché, nonostante sembri confinata nelle pratiche burocratiche e amministrative, decide invece in campi che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana».

 

LE NUOVE ASSUNZIONI

Tra l’altro Costa spiega che il suo è l’unico ministero che da quando è stato istituito, cioè dal 1986, non ha mai fatto concorsi pubblici per i propri dipendenti. Solo distacchi, comandi, conferme, sovrapposizioni. Per il momento lui ha recuperato un po’ di soldi dal bilancio per avviare i concorsi.

Intanto questa settimana in Consiglio dei ministri ci sarà anche l’ambiente. Il ministro Costa chiederà che la competenza sulla Terra dei Fuochi passi dal ministero dell’Agricoltura a quello dell’Ambiente. «Inutile dirlo: sulla bonifica ambientale può lavorare meglio la penna del ministero dell’Ambiente e vogliamo che sia solo il punto di partenza per altri interventi in altre zone d’Italia», ha chiuso il ministro.