IL FATTO

Nuova Pescara, centrodestra chiede slittamento al 2024

Oggi la questione torna in Commissione regionale

Redazione PdN

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Nuova Pescara, centrodestra chiede slittamento al 2024

 

PESCARA. «La Nuova Pescara non potrà mai nascere entro il primo gennaio 2022, noi chiediamo lo slittamento fino al 2024».

La richiesta arriva  dai consiglieri comunali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Pescara Futura e Lega. Presenti Marcello Antonelli, Luigi Albore Mascia ed Eugenio Seccia per Forza Italia, Vincenzo D’Incecco per la Lega, Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore per Fratelli d’Italia. Assente giustificato Carlo Masci.

 Il dibattito sulla istituzione della Nuova Pescara, che nel 2017 aveva ripreso vigore, ha poi subito un 'fermo biologico' di ben sei mesi.Oggi però si ricomincia e il Pd torna in Commissione regionale con alcune proposte di modifica del testo del 2016, proposte che solo in parte accolgono le richieste avanzate dal Comune di Pescara.

 «Anzichè migliorare la situazione, quelle modifiche», ha spiegato Marcello Antonelli, «rischiano di creare danni legislativi più grandi perché la legge formulata non è chiara e non determina in modo assoluto alcuni passaggi legislativi e amministrativi che devono portare alla costituzione del comune ‘Nuova Pescara’».

 

 SLITTAMENTO AL 2022?

Innanzitutto sembrerebbe accolta la proposta del Comune di Pescara circa lo slittamento al primo gennaio 2022 della costituzione del nuovo comune, piuttosto che primo gennaio 2019. Tuttavia quella data, pure suggerita dal centrodestra, «andava bene se lo scorso autunno fossimo subito entrati nella fase operativa, e invece sono passati altri sei mesi buttati all’aria e ora è troppo tardi», denuncia Antonelli.

Anche perchè tra qualche settimana si aprirà formalmente la campagna elettorale per la Regione. Questo significa una sostanziale stasi legislativa da parte della Regione.

In più ci si avvicina anche alla scadenza elettorale per i Comuni di Montesilvano e Pescara, con una campagna elettorale che entrerà nel vivo dopo l’estate.

«E’ impensabile che, in questo momento, i Consigli comunali possano mettere in piedi le attività necessarie per produrre una relazione di merito da mandare al Presidente della Regione Abruzzo e al Presidente del Consiglio regionale sui processi attuativi dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali», fa notare ancora Antonelli.

Con gli impegni elettorali in vista, è facile prevedere che passerà un altro anno, perché è evidente che i nuovi Consigli comunali di Pescara e Montesilvano non saranno operativi prima dell’estate 2019.

 

 

LA DOTAZIONE FINANZIARIA

 C’è poi il nodo della dotazione finanziaria da riconoscere e assegnare al nuovo Comune: « la sua istituzione, nella fase iniziale», ha spiegato Antonelli, «costerà inevitabilmente più di quanto oggi spendono le tre amministrazioni separatamente, e questo perché saranno necessarie maggiori risorse professionali».

Oggi parliamo, ad esempio, di tre Comuni che hanno tre differenti sistemi informatici e che dovranno diventare un unico sistema.

«Questo processo non può essere compiuto con le attuali risorse, dire il contrario è un esempio di disonestà intellettuale, e la dotazione necessaria era pari a 1milione 800 mila euro l’anno per dieci anni», sostiene Antonelli.

La partita fissata dal Pd è molto più bassa, 300mila euro l’anno. «Questo è il segno», sottolinea Antonelli, «che l’obiettivo del Presidente D’Alfonso, in realtà, è solo quello di ingarbugliare le carte, di avvelenare le acque e di lasciare una polpetta avvelenata al prossimo Consiglio regionale».

 

I DUBBI

La legge modificata lascia anche spazio ai dubbi circa la reale volontà di dare attuazione alla stessa: oggi la legge prevede infatti che dopo il 31 marzo 2021 i tre Comuni interessati devono trasmettere una relazione ‘definitiva e conclusiva al Presidente della Regione e al Presidente del Consiglio regionale per le determinazioni successive’.

Ma se le relazioni delle tre Assemblee fossero negative, la Nuova Pescara si fa lo stesso o no?

«E’ vero – ha sottolineato il consigliere FI Albore Mascia – che la data del 1 gennaio 2022 era stata suggerita dal centrodestra e il Consiglio comunale ha recepito tale istanza e l’ha trasmessa alla Regione, ma questo è successo tra novembre e dicembre 2017, nessuno all’epoca poteva immaginare che alle elezioni politiche ci sarebbe stato un candidato Presidente della Regione che ha determinato uno stop di 7 mesi».