MISURE CAUTELARI

Parco Lavino: 6 mesi di interdizione per architetto Gianluca Marcantonio

Il Gip: «interessato anche a numerosi altri progetti inseriti nel Masterplan»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1067

Parco Lavino: 6 mesi di interdizione per architetto Gianluca Marcantonio

Gianluca Marcantonio

 

 

 

 

PESCARA. E' di sei mesi l'interdizione temporanea dalla professione disposta per l'architetto Gianluca Marcantonio, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara sull'appalto da 3,5 milioni di euro per realizzare il Parco sul fiume Lavino, inserito tra i 77 progetti del Masterplan.

E' quanto stabilito dal gip Gianluca Sarandrea che ha accolto la richiesta di interdizione temporanea avanzata dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, titolare del procedimento insieme al procuratore capo Massimiliano Serpi.

Il gip ha, invece, rigettato l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per l'ingegner Paolo D'Incecco, ex dirigente ai Lavori pubblici della Provincia di Pescara, anche lui indagato. Sarandrea, pur ritenendo «rilevante il quadro indiziario», ha respinto la richiesta «per carenza del pericolo di reiterazione» di analoghi comportamenti illeciti in quanto D'Incecco dal gennaio 2018 non lavora piu' in Provincia, ma e' in servizio al Comune di Pescara.

Il gip nella motivazione aggiunge anche che «le modalita' operative descritte» non sono «l'espressione di un modo radicato di intendere la gestione della cosa pubblica, presentando al contrario le caratteristiche della estemporaneita'».

Per quanto riguarda Marcantonio, il giudice nel provvedimento afferma: «coinvolto in numerose attivita' per la pubblica amministrazione, si ritiene dimostrata la familiarita' con tali metodi illeciti: e' lo stesso indagato a sollecitare incontri con organismi politici per concordare le linee strategiche da intraprendere al fine di ottenere l'affidamento di incarichi professionali, evitando ove possibile il procedimento di evidenza pubblica che lo esporrebbe ad evidenti rischi o comunque, in tal caso ad individuare i caratteri da conferire all'eventuale bando di gara al fine di avere una posizione di assoluto prestigio nei riguardi di eventuali concorrenti». Peraltro, aggiunge il gip, «nella documentazione a lui sequestrata, Marcantonio risulta interessato anche a numerosi altri progetti, anch'essi inseriti nel Masterplan, oltre che della ristrutturazione di edifici per case di riposo, e dunque ricorre l'evidente rischio che in futuro possa reiterare tale illecita modalita' operativa».

 

Nell'inchiesta, oltre a Marcantonio e D'Incecco, sono indagati il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, l'ingegnere Tino Di Pietrantonio, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, l'architetto Enrico Di Paolo, l'ex assessore provinciale, Fabio Ferrante, collaboratore di D'Alfonso nell'ufficio di presidenza della Regione e consigliere comunale a Lettomanoppello, e due collaboratori di Marcantonio: il geologo Giovanni Ciccone e l'architetto Mauro Zaccagnini. Secondo l'accusa, sarebbe stato turbato «il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto dell'iter selettivo volto alla scelta dei liberi professionisti da incaricare nell'ambito della procedura relativa alla fase progettuale preliminare ed esecutiva» del Parco didattico del fiume Lavino. Questo, sempre a giudizio dell'accusa, sarebbe avvenuto «mediante mezzi fraudolenti».

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di atti propedeutici alla turbativa d'asta, corruzione e falso ideologico in atto pubblico.