SANITA'

Ospedale Popoli, «reparti in situazioni drammatiche e manca la strumentazione»

La denuncia degli infermieri

Redazione PdN

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Ospedale Popoli, «calcestruzzo di media resistenza». Lavori da 1 milione di euro

Ospedale di Popoli

 

 

POPOLI. L’Ospedale di Popoli sta vivendo attualmente oppresso da troppe criticità e il Nursind, sindacato degli infermieri, racconta le disavventure quotidiane, reparto per reparto.

 

Problemi che si riflettono sul lavoro dei dipendenti ma anche su malati e parenti, spesso costretti a subire disagi in un contesto già minato dalla malattia.

E così accade che l’ambulatorio oncologico rischia la chiusura, in quello ginecologico non c’è neppure l’ecografo, rotto da mesi. Ad ortopedia manca il trapano e non si possono fare operazioni al femore, il reparto di odontoiatria per i portatori di handicap, tanto pubblicizzato, è chiuso.

 

RISCHIO PENSIONAMENTI

L’età media del personale infermieristico supera i 50 anni e molti sono i pensionamenti in arrivo.

Il sindacato racconta che nel 2018 gli infermieri che andranno in pensione saranno in numero consistente e questo non permetterà di poter allestire con regolarità i normali turni di lavoro.

«Il mancato inserimento nell’atto aziendale degli ambulatori esistenti», spiega il dirigente Sindacale, Antonio Santilli, «notevoli problemi organizzativi e funzionali. Le carenze che vi si registrano sono scarsamente tenute in considerazione dalle strutture di riferimento dell’ospedale di Pescara che arrivano a sostenere che per gli ambulatori di Popoli non vi sono risorse».

E questo si traduce nella mancata sostituzione di presidi medico diagnostici logori e datati. Il Nursind cita l’esempio dell’ambulatorio di Cardiologia dove la mancanza di pezzi di ricambio per il

cicloergometro ormai desueto, ha portato alla sospensione delle prove da sforzo e siccome non vengono erogati i fondi per l’acquisto di uno nuovo, porterà inevitabilmente alla sospensione definitiva di tali esami.

A questo si deve aggiungere anche la mancata sostituzione del responsabile andato in pensione che lascia l’ambulatorio con soli due medici.

 

RADIOLOGIA

La Radiologia, che è stata declassata a Unità Operativa Semplice, si trova in una situazione drammatica, assicura Santilli: «manca sia il personale medico sia il personale infermieristico, non riuscendo ad organizzare (se non parzialmente) i turni di pronta disponibilità, non riuscendo ad attivare completamente la Risonanza Magnetica Nucleare».

 

LABORATORIO ONCOLOGICO

L’ambulatorio oncologico registra una carenza di personale infermieristico e la possibile chiusura per il pensionamento del dirigente medico responsabile, anche in questo caso sembra che la volontà da parte della struttura di riferimento di Pescara sia quella di chiudere la struttura considerato che il medico non sarà sostituito. «Già  da adesso», riferisce Santilli, «sembrerebbe che ci sia la volontà di dirottare i pazienti nel presidio di Pescara». Il laboratorio analisi continua ad essere depredato, infatti gli esami provenienti da Tocco da Casauria, da Scafa e da Bussi sono stati dirottati su Pescara, infatti è stato ridimensionato notevolmente e le apparecchiature esistenti dirottate altrove.

 

ORTOPEDIA ED ODONTOIATRIA

Nel reparto di Ortopedia, eccellenza dell’Abruzzo, ci si è ridotti a non poter operare pazienti per frattura di femore: «l’unico trapano che c’è si è rotto da anni perché logoro e l’azienda ancora oggi, dopo una richiesta fatta da due anni, non l’ho acquista, mentre nell’ortopedia di Pescara sono esistenti 12 trapani ma, guarda caso non si è potuto darne uno per il presidio di Popoli».

Il tanto pubblicizzato Centro odontoiatrico riservato ai pazienti portatori di handicap dopo un breve periodo di attività, oggi è chiuso.

 

OSTETRICIA

L’ambulatorio di Ostetricia e Ginecologia ha in servizio, ormai, solo un’ostetrica che si deve dividere fra l’ambulatorio dell’ospedale ed il consultorio nel DSB.

Si verifica che nell’ambulatorio l’ecografo è fuori uso da molti mesi e non viene nè riparato nè sostituito, inoltre tale apparecchiatura non è presente nè nel DSB di Popoli nè nel DSB di Scafa, lasciando scoperta una vasta zona da una prestazione fondamentale.

 

 

«Le scellerate politiche di restrizione di questi anni hanno ridotto così l’ospedale», continua Santilli.  «Il presidio popolese invece di essere smantellato come sta avvenendo di fatto, potrebbe servire anche come valvola di sfogo per il presidio di Pescara che si trova sempre più congestionato invece di tenere i pazienti in modo indegno e disumano lungo i corridoi. Tutto questo fa sì che i pazienti inizino i viaggi della speranza alla ricerca di un posto letto per farsi curare in modo dignitoso, verso strutture private convenzionate e/o verso strutture di altre regioni con un aumento della mobilità passiva».