IL BATTERIO PERDUTO

Pescara. Intossicazione bimbi: batterio non si trova, indiziata la caciotta

Esito negativo da prime analisi concluse, ma serve più tempo

Redazione PdN

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Pescara. Intossicazione bimbi: batterio non si trova, indiziata la caciotta

 

 

PESCARA. Proseguono senza sosta gli accertamenti nell'ambito dell'inchiesta sulla vicenda degli oltre 200 bambini, iscritti in numerose scuole di Pescara, finiti in ospedale con sintomi gastrointestinali provocati dal batterio Campylobacter.

Dagli esami sui campioni di cibo di cui si sta occupando l'Istituto Zooprofilattico, al momento, non è emersa la presenza del batterio, ma le analisi proseguono sugli altri alimenti sequestrati.

Estremamente consistente, infatti, la quantità di materiale da analizzare, tanto che l'Izs sta lavorando h24, giorni festivi compresi.

Secondo quanto scritto dal Messaggero l’attenzione degli inquirenti si sarebbe spostata sulla caciotta (servita ai bimbi il lunedì, ovvero 4 giorno prima dell’ondata di malesseri) dopo la segnalazione di una dirigente, ascoltata dai Nas, che avrebbe riferito di aver bloccato, all’indomani dell’esplosione del caso, un paio di persone della Cir che si erano recate nella cucina della sua scuola per prendere il cibo rimasto dopo la sospensione del servizio disposto dal sindaco.

Questo, ricostruisce il Messaggero, sarebbe accaduto qualche ora prima che la magistratura mettesse sotto sequestro tutti i centri cottura e le cucine dislocate nella città e utilizzate da Cir Food e Bioristoro che, in associazione, si aggiudicarono la gara di appalto da 17 milioni di euro.

La dirigente ha raccontato di aver strappato quasi dalle mani dei due quel formaggio e avvertì prontamente il Nas.

Da lì sono partiti una serie di accertamenti sui bambini di quella scuola e hanno individuato una bimba celiaca, unica della sua classe a non essere stata colpita da malore, proprio perché nel giorno in cui veniva servito quel formaggio, fu costretta a mangiare altro a causa della celiachia.

 

Andando a ritroso gli investigatori sarebbero risaliti al fornitore del formaggio, un caseificio locale, che sarebbe già stato visitato dai Nas e dagli esperti dello Zooprofilattico alla ricerca di conferme sulla presenza del Campylobacter.

 

 

LE LAVORATRICI ROMPONO IL SILENZIO

 Intanto le lavoratrici assunte nell’appalto mense delle scuole di Pescara riunitesi in assemblea il giorno 18 giugno presso la Cgil di Pescara rompono il silenzio.

lo fanno perché dopo i malori che hanno colpito i bambini delle scuole dove lavorano da oltre 20 anni sono molto preoccupate e dispiaciute di quanto accaduto non solo ai bambini, vere vittime di tutta la vicenda, ma anche preoccupate per il loro futuro lavorativo.

«Sono dispiaciute di quanto accaduto ai bambini e alle bambine ai quali ogni giorno hanno cucinato e servito pasti come fossero tutti loro figli e/o nipoti conoscendone i gusti e le preferenze di ciascuno cercando di servirli al meglio tutti», si legge in una nota.

Sono per la maggior parte donne tra cuoche e addette mense, circa 150 nel totale, che lavorano per le mense delle scuole di Pescara in appalto da oltre 20/25 anni, tutti part time e spesso mono reddito, che hanno vissuto anno per anno tutte le modifiche e le migliorie apportate dalle leggi  in materia di salute e sicurezza nella manipolazione e cottura degli alimenti.

«Quello che vogliamo far emergere è che ad oggi nessuna responsabilità può essere attribuita al lavoro svolto da ciascuna dipendente delle mense di Pescara che sin da subito si sono rese disponibili ai controlli sanitari richiesti, dipendenti di quelle imprese che se il Comune deciderà di mettere alla porta con o senza consenso tra le parti resteranno in appalto e per le quali chiediamo la massima tutela così come previsto dalle norme vigenti».

«Quello che più ci preoccupa è che tutto questo parlar male del servizio, che ribadiamo essere in funzione da oltre 20 anni, possa in qualche maniera depotenziare lo stesso magari con un calo delle iscrizioni e di conseguenza incidere negativamente sull’aspetto occupazionale», continuano.

«Ribadiamo con forza non solo di voler sapere la verità su quanto accaduto, confermando la nostra assoluta fiducia nelle indagini in corso, ma altrettanto con forza vogliamo difendere un servizio che ha sempre rappresentato un valore aggiunto per le scuole di Pescara.  Pretendiamo il rispetto del lavoro svolto e per il lavoro che verrà svolto in futuro, chiediamo la tutela di tutti i posti di lavoro oggi in essere ed evidentemente un maggiore controllo su tutta la filiera dell’appalto da tutti i soggetti competenti, riteniamo indispensabile la garanzia della salute dei bambini e delle bambine e di tutto il personale che regolarmente consuma il pasto nelle scuole».

 

LE INDAGINI VANNO AVANTI

Intanto gli esperti dello Zooprofilattico, nelle due sedi di Teramo e Pescara, si stanno occupando di esaminare tutti i campioni di cibo, i pasti test e il materiale sequestrato nei centri cottura e nelle mense pescaresi.

Solo parte dei risultati è stata conclusa in via definitiva e ha dato esito negativo, ma gli accertamenti proseguono su tutti gli altri campioni.

Che si sia trattato di Campylobacter è emerso dalle coprocolture eseguite nel laboratorio della Asl di Pescara, risultati poi confermati anche dallo Zooprofilattico.

Al momento, quindi, il batterio è stato individuato solo nelle feci delle oltre 220 persone, tra cui una quindicina di adulti, finite in ospedale.

Obiettivo dell'attività investigativa è quello di risalire all'origine dell'infezione. Quattro gli indagati nell'ambito dell'inchiesta della Procura; sono tutti rappresentanti delle due ditte che, in Ati, gestiscono il servizio di refezione scolastica. I reati ipotizzati sono adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive, di natura colposa, e lesioni colpose.