SANITA'

I ginecologi: «i piccoli ospedali possono essere un pericolo per i nascituri»

Si chiudano i punti nascita con meno di 500 parti

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

420

Mamme sempre più anziane. Un parto su 10 in punti nascita a rischio

 

ROMA.  Appello di ginecologi, pediatri e neonatologi al nuovo ministro della Salute, Giulia Grillo, sui punti nascita con meno di 500 parti l'anno: non si cambi direzione, restino attive solo le strutture in grado di garantire la salute di donne e neonati.

«Chiediamo al ministro Grillo di proseguire su questa strada e sosteniamo la posizione della Regione Lombardia per il completamento della riorganizzazione dei Punti Nascita di piccole dimensioni», hanno scritto le società scientifiche Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), Agui (Associazione Ginecologi Universitari Italiani), Sin Società Italiana di Neonatologia) e Sip (Società Italiana di Pediatria).

Gli specialisti hanno ribadito come la nascita in un ospedale di piccole dimensioni possa rappresentare un pericolo per le donne e i nascituri, in caso di rare ma potenzialmente letali situazioni di emergenza che possono verificarsi durante il parto.

«Il nostro ruolo professionale ci obbliga a sostenere e diffondere una corretta informazione alle donne e alle famiglie - hanno affermato - il diritto alla salute per donna e neonato deve essere tutelato attraverso la possibilità in concreto di essere assistiti in punti nascita rispondenti alla normativa, e non dalla apparente comodità di partorire in un luogo più vicino al proprio domicilio».

In Abruzzo in seguito al decreto Lorenzin saranno soppressi ed alcuni lo sono già i punti nascita di Ortona, Penne, Atri e Sulmona. Per quest’ultimo l’assessore Paolucci aveva riferito di voler chiedere una speciale deroga che non è mai arrivata.

Rimane il problema di zone soprattutto interne troppo lontane dai principali ospedali. Per cui il rischio per le partorienti rimane.