IL FATTO

Antenna telefonica: il Comune di Pianella vince il ricorso ed impone la delocalizzazione

Sindaco Marinelli: «molto soddisfatti»

Redazione PdN

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Antenna telefonica: il Comune di Pianella vince il ricorso ed impone la delocalizzazione

 

 

PIANELLA.  E’ stato il TAR a mettere la parola fine alla particolare vicenda che vedeva il comune di Pianella contrapporsi ad una società di telecomunicazioni che ha installato un impianto radio base nel cuore del centro storico.
La società aveva deciso di impugnare l’ordinanza, attraverso la quale il Comune richiedeva la rimozione immediata del ripetitore, sostenendo che il lasso di tempo trascorso fosse sufficiente a rappresentare una situazione di silenzio/assenso.

Non è stato dello stesso avviso l’ente che si è contrapposto evidenziando tutte le problematiche emerse: un impianto collocato nel centro storico in violazione del regolamento vigente, impatto visivo all’interno di un contesto di beni storici e monumentali, mancanza di pareri esterni come quello della ASL sono le motivazioni principali poste a difesa del provvedimento.
Il tribunale amministrativo regionale ha ritenuto fondati i rilievi evidenziati dal Comune, ritenendo il regolamento dell’ente legittimo ed in linea con la normativa vigente, in particolare per quanto attiene il rispetto dei centri storici, degli inquinamenti visivi ed elettromagnetici.

«Siamo molto soddisfatti di questa sentenza», afferma il sindaco Marinelli, «perché si pone come riferimento per altre situazioni similari che troppo spesso hanno interessato i nostri centri storici. I lavori conclusi e quelli in corso per qualificare Pianella come Città del buon vivere non possono essere associati ad interventi che hanno un impatto negativo, a maggior ragione se palesemente in contrasto con il regolamento comunale. Per troppo tempo, conclude il primo cittadino, alla valorizzazione ed alla promozione del patrimonio storico e culturale abbiamo sostituito l’abbandono e la distrazione. Questo non deve più accadere, soprattutto perché offriremo alla società telefonica interessata, come ad ogni altro interlocutore che vuole investire sul nostro territorio, idonee alternative funzionali ed in linea con le regole vigenti per continuare a svolgere con efficienza ed economicità il proprio lavoro».