LA DENUNCIA

Ospedale Maltauro. Esposto M5s: «Così D’Alfonso incompatibile e incompetente ha stravolto procedure e norme»

Chiamati in causa Anac e Corte dei Conti che dovrebbero giudicare sulle accuse mosse  

Redazione PdN

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Project financing ospedale Chieti: «Maltauro non potrebbe partecipare alla gara»

 

 

ABRUZZO. Una procedura completamente stravolta in 4 anni di vita: risultati zero, decine e decine di incontri formali, e non, con la parte privata che è stato soggetto integrante di ogni passaggio pubblico, termini perentori sempre ignorati e prorogati, soggetti incompatibili come il senatore-presidente chiamato a tirare le file, ma del tutto incompetente rispetto a quanto stabilisce la norma (dovrebbe, infatti, occuparsene la Asl).

Una montagna di incongruenze e voli pindarici giuridici che in quattro anni ben avrebbero potuto sortire approfondimenti di ogni genere da parte degli enti controllori preposti.

E’ la storia semplice e contorta del progetto di finanza proposta dall’Ati capeggiata da Maltauro per la ricostruzione di parte dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

Che se ne siano viste di tutti i colori e come mai prima su questa vicenda non è una novità di oggi, anche perchè non sono mancati esposti e denunce, probabilmente anche qualche inchiesta giudiziaria magari archiviata.

 

Oggi Sara Marcozzi, consigliera regionale M5S, ha illustrato il nuovo esposto ad Anac e Corte dei Conti per aggiungere ed integrare quello già pervenuto molti mesi fa.

 

 

«L’esposto», ha detto Marcozzi,  «prende forma dalla lettura della DGR 325 del 18 Maggio 2018 che assegnerebbe un contributo pubblico di 30 milioni di euro al progetto di finanza».

 

 

REGIONE INCOMPETENTE SUL PROGETTO MALTAURO

 Secondo quanto riportato nell’esposto «alcun potere di intervento, programmatorio, sostitutivo né, tantomeno, tecnico-organizzativo, è previsto in capo alla Giunta regionale in materia di finanza di progetto per come è specificamente regolata dal Codice degli Appalti. Dunque risulta normativamente abnorme l'imposizione da parte della Giunta regionale alla ASL competente di un termine per concludere il procedimento, così come abnorme è la pretesa della Giunta Regionale di deliberare la sussistenza del “Pubblico Interesse”».

In una parola Regione incompetente sulla procedura ancor più alla luce di termini perentori imposti all’ente competente (la Asl di Chieti) o diffide e avocazioni come pure è successo.

 

NUOVO CODICE NIENTE DICHIARAZIONE DI PUBBLICO INTERESSE

 Un altro punto su cui batte il nuovo esposto riguarda una delle tante modifiche introdotte dal nuovo codice degli Appalti.

Le nuove norme non prevedono più che «l'amministrazione aggiudicatrice» esprima la valutazione di pubblico interesse dell’opera ma la «la fattibilità della proposta». E questo deve avvenire nel termine di tre mesi.

Ad ogni modo l’ente individuato dal Codice sarebbe nel nostro caso la Asl di Chieti e non certamente la Giunta regionale.

 

 

«AVOCAZIONE ILLEGITTIMA»

«Esercitando poteri sostitutivi che nessuna norma dell'ordinamento italiano contempla», sostiene l’esposto, «il Presidente di Regione Abruzzo si è sostituito sine titulo alla “amministrazione aggiudicatrice”, cioè alla ASL Lanciano-Vasto-Chieti, richiedendo il trasferimento del fascicolo dalla ASL alla Regione e diffidando i diversi RUP che si sono alternati sulle valutazioni della proposta».

 

«LA REGIONE NON PUO’ EROGARE CONTRIBUTI»  

Secondo le nuove norme «in sede di gara l'amministrazione aggiudicatrice  - dunque la ASL - può stabilire anche un prezzo consistente in un contributo pubblico ovvero nella cessione di immobili che non assolvono più a funzioni di interesse pubblico …».

Ma con la delibera 325/2018, la Giunta Regionale prevede un finanziamento di 30 milioni di euro da «imputare a 'Riserve diverse' le risorse presenti nel bilancio della Gestione Sanitaria Accentrata  (GSA) alla voce ' Contributi per ripiano di perdite altro', fino alla concorrenza dell'importo di E. 30.000.000 e di destinare tale importo al contributo pubblico per la realizzazione del nuovo Presidio Ospedaliero di Chieti».

Anche qui almeno due errori: «in sede di gara» dice la norma ma qui non c’è ancora alcuna gara, e poi l’ente competente a farlo che è sbagliato.

«Ne consegue che la destinazione diretta di tali fondi regionali rischia di costituire un danno erariale ai danni dello Stato e della collettività».

 

 

D’ALFONSO INCOMPATIBILE FIRMA LA DELIBERA

 «In data 16 marzo 2018, Luciano D'Alfonso è stato proclamato anche senatore della Repubblica italiana», si legge ancora nell’esposto, «ma le due cariche sono incompatibili. Proprio la sussistenza di tale incompatibilità potrebbe comportare l’illegittimità di tutti gli atti posti in essere dal Presidente D’Alfonso a far data dalla sua proclamazione a Senatore della Repubblica avvenuta in data 16 marzo 2018».

 

«Non capisco l’ostinazione a portare avanti il project financing che vede la Maltauro capofila», ha concluso Sara Marcozzi, «Forse è intento di questa maggioranza privatizzare anche gli ospedali pubblici con progetti di finanza creativa costosi che rischiano di  mettere in seria crisi economica le casse di Regione Abruzzo? A questo si aggiunga, quello svilente e degradante processo di esternalizzazione dei servizi che, già oggi, incide pesantemente sulla dignità dei lavoratori e sui loro diritti. Ostinarsi su questa strada, anche per la costruzione degli ospedali di Avezzano, L’Aquila, Vasto e Giulianova è da irresponsabili. Ci batteremo affinché questi ospedali vengano finanziati con fondi ministeriali».

Un secondo esposto in parte sugli stessi argomenti è stato inviato invece all'Anac ad inizio giugno da Mauro Febbo, presidente della commissione di vigilanza. 

Un altro ancora era stato presentato dal parlamentare Fabrizio Di Stefano nel novembre 2017.