IL FATTO

Asl Chieti, 30 aggressioni a medici in 5 anni

Parte il progetto “Più forti della violenza”

Redazione PdN

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PRONTO SOCCORSO CHIETI OSPEDALE

 

 

CHIETI. Sono trenta le aggressioni subite e segnalate negli ultimi cinque anni dagli operatori della Asl Lanciano Vasto Chieti: è la punta dell’iceberg, poiché non tutti gli episodi vengono segnalati, ma evidenzia una tendenza all’aumento: sei casi nel 2014 e altrettanti nel 2015, quattro nel 2016, otto nel 2017 e sei nel solo periodo da gennaio a maggio di quest’anno. Per due terzi (20 casi) si è trattato di violenza verbale, ma in dieci casi si è arrivati alla violenza fisica. I dati emergono dall’«incident reporting» della Asl sul periodo 2014-2018, curato dall’unità operativa Qualità accreditamento e risk management che, su richiesta del direttore generale, Pasquale Flacco, ha predisposto un apposito e articolato progetto aziendale, in più fasi, denominato “Più forti della violenza”. L’obiettivo è di migliorare la conoscenza del fenomeno, sensibilizzare gli addetti ai lavori, ma anche i cittadini, e creare un sistema di sostegno, anche psicologico, per gli operatori vittime di aggressioni.

Chi viene aggredito? Le segnalazioni dicono soprattutto gli infermieri (54%), poi i medici (26%), altri operatori (11%) e vigilantes o forze dell’ordine (9% dei casi). Gli aggressori sono prevalentemente i pazienti (64%), i loro familiari (21%) e addirittura pazienti e familiari insieme (7%), altri utenti (4%) e un altro 4% di figure non definite. Una parte significativa degli eventi è stata registrata nelle varie strutture sanitarie di Chieti (13), altri sette a Vasto, quattro ciascuno a Lanciano e Ortona, uno ad Atessa e uno a Guardiagrele.

Le unità operative prevalentemente coinvolte sono il Servizio dipendenze, il Pronto soccorso e il Dipartimento salute mentale.