IL FATTO

Incidente stradale all’incrocio senza segnaletica, nessuna responsabilità per il Comune

Un postino due anni fa si scontrò con una Lancia Y

Redazione PdN

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Incidente stradale all’incrocio senza segnaletica, nessuna responsabilità per il Comune

 

 

 

PESCARA. Un incidente stradale ad aprile del 2016, una Lancia Y ed uno scooter, con a bordo un postino, si scontrarono ad un incrocio in via dei Marsi.

L’uomo riportò danni fortemente invalidanti e la famiglia, insieme all’avvocato Gaetano Mimola, da due anni è alla ricerca della verità e vuole capire di chi siano le responsabilità.

Di sicuro a quell’incrocio mancava la segnaletica verticale ed orizzontale.

Quella mattina il postino stava tornando verso il deposito e si scontrò con la macchina guidata da un giovane, all'altezza dell'incrocio con via Socrate.

Soccorso dal 118, l'uomo venne trasportato in ospedale e ricoverato nel reparto di rianimazione.

Il perito della Procura ha ritenuto di attribuire le responsabilità maggiori proprio al postino che in assenza di segnaletica ha omesso di dare la precedenza a destra.

Sono state poi rilevati profili di colpa, minori, in capo al conducente della vettura  che si sarebbe dovuto fermare ed ispezionare meglio la strada.

Nei pressi dell’incrocio, infatti, c'erano una siepe, un albero e un'altra vettura parcheggiata che ostruivano la visuale.

Se l’uomo si fosse fermato a controllare, dice il perito, avrebbe valutato la presenza del ciclomotore prima di procedere.

E poi c’è la responsabilità del Comune su cui si focalizza tanto anche la famiglia del postino.

Lì, cartelli non ce ne erano, così come segnalato anche dai vigili urbani quando arrivarono sul posto, per redigere il verbale del sinistro.

Secondo il perito, all'ente gestore della strada va attribuita una minima corresponsabilità «quantomeno morale, a causa della negligenza per non aver dotato tutte le misure necessarie per evitare confusione vicino all'incrocio».

Lo stesso perito della Procura ha evidenziato che i vigili urbani avevano segnalato «più volte»  la necessità di regolare l'incrocio.

La procura, però, ha poi chiesto l'archiviazione per l’automobilista, non chiamando nemmeno in causa il Comune, sostenendo che la Lancia andasse entro i limiti di velocità e che l'incidente sia stato causato dall’ attraversamento della strada da parte del motociclo «senza aver dato la dovuta precedenza e neppure rallentato all'incrocio in quanto non c'è stato alcun segno di frenata».

 

Dopo l’opposizione, il gip ha ordinato la formulazione dell'imputazione a carico del conducente della Lancia Y.

           «Vorrei far notare», commenta l’avvocato Mimola, «che il Comune di Pescara, solo a seguito dell'ulteriore segnalazione di pericolosità dell'incrocio, con una ordinanza dirigenziale del 24 maggio 2016 (quasi 50 giorni dopo l’incidente, ndr), ha messo i cartelli. Il conducente del ciclomotore ha subito lesioni fortemente invalidanti e  la famiglia, stretta intorno a lui, sta strenuamente lottando perché sia fatta luce piena sul fatto».