LE CARTE

Rigopiano, nell’inchiesta spunta pure l’appalto-beffa per barriere antivalanghe

Nella stessa gara anche la «valorizzazione» dei prodotti tipici  

Redazione PdN

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Rigopiano, nell’inchiesta spunta pure l’appalto-beffa per barriere antivalanghe

La valanga di Rigopiano

 

 

 

PESCARA. E’ l’anno 2008 e la Provincia di Pescara pensa alle valanghe e a come difendersi. Porta avanti persino un appalto a questo proposito e la zona di interesse è proprio quella di Rigopiano dove il 18 gennaio 2017 una valanga spazzò via l’hotel e 29 vite.

 

Per la precisione l’appalto riguardava «Lavori di messa in sicurezza SP Mirri- Rigopiano Vado del Sole, Protezione Valanghe e Valorizzazione Turistica e delle Produzioni Enogastronomiche – Farindola», un appalto che già dal titolo è tutto in programma, in pratica barriere che possano in qualche modo proteggere la strada dal fenomeno valanghivo messe insieme alla «valorizzazione»  dei prodotti tipici (locuzione che di solito significa tutto e niente e serve per giustificare spese).

Una prima stranezza che tuttavia lascia una cosa positiva, si direbbe, e cioè la prova che gli enti pubblici e, nello specifico la Provincia di Pescara, in realtà conoscesse bene il pericolo che incombesse nella zona.

Ma l’appalto da 156mila euro ha una vita strana e viene ricostruito nelle carte dell’inchiesta che i carabinieri forestali stanno conducendo da oltre un anno.     

 

 

 

 

Il 31/01/2008 il dirigente del settore sviluppo del territorio, viabilità e trasporti, Antonio D’Angelo, approvava il progetto esecutivo per l’importo di 200mila euro

Dieci mesi dopo, il 3 novembre 2008 lo stesso Dirigente con una determina effettuava la variazione del team tecnico amministrativo per la realizzazione del progetto in cui, tra le altre cose, nominava Direttore dei lavori Mauro Di Blasio, cioè colui che sarà il Rup del Piano Neve per l’anno 2016-2017, quello scanagliato dopo la tragedia e accusato di non funzionare,

 

A metà novembre il bando viene approvato e pubblicato con scadenza 12 dicembre 2008 ma l’importo scende a 156mila euro.

 

Il progetto esecutivo posto a base di gara, poi aggiudicata, riguarda l’apposizione di barriere stradali di sicurezza per bordo laterale al km 5+150 ed al km 7+400 della SP 8 prima della località Rigopiano.

In pratica un breve tratto che non ha interessato quello distrutto dalla valanga.

 

Inevitabili le conclusioni dei forestali in una delle tante informative messe a disposizione degli indagati: «risulta evidente dall’oggetto della gara d’appalto bandita dalla Provincia di Pescara a fine anno 2008 che lo stesso Ente fosse consapevole del rischio valanghe che gravava sulla strada provinciale n.8 dal Bivio Mirri alla località Vado di Sole. Purtroppo l’attenzione dell’Ente si è concentrata nella semplice apposizione di barriere stradali di sicurezza ai bordi della strada provinciale n.8 fino al Km 7+400, due chilometri lontano dalla località Rigopiano».

Gli investigatori producendo una cartina fornita dal consulente tecnico illustrano la zona di azione della valanga e le parti della strada distrutta dove le barriere non sono state poste.

 

«Dunque la strada non è stata adeguatamente protetta».

Perchè le barriere non furono poste in località Rigopiano pure citata nell’oggetto?

Perchè furono poste in altre zone e chi stabilì le priorità? Sulla base di quali dati indicanti il pericolo?

Perchè un appalto unico per barriere antivalanghe e la «Valorizzazione Turistica e delle Produzioni Enogastronomiche – Farindola»?

La strada provinciale sovrasta con almeno tre tornanti l'Hotel e, dunque, si potevano ipotizzare almeno tre coppie barriere: se fossero state messe avrebbero potuto almeno rallentare la velocità e diminuire l’impatto della neve?

L’hotel sarebbe crollato lo stesso?

Tutte domande che inevitabilmente saranno poste nel processo e dovranno trovare risposte plausibili e tecniche.