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Balneabilità Montesilvano qualche verità in più sull’”eccellenza” del mare

Gli ultimi dati correggono un pò il tiro. Ecco che cosa c’è da sapere

Redazione PdN

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Balneabilità Montesilvano qualche verità in più sull’”eccellenza” del mare

 

ABRUZZO. Dopo la inusuale e inopportuna diffida  a PrimaDaNoi.it di albergatori e balneatori che imponeva la censura sull’argomento fogna in mare, abbiamo cercato di capire e approfondire.

I fatti sono incontrovertibili: da una parte, i dati decennali dell’Arta che dicono che il mare di Montesilvano è “eccellente” e, dall’altra, le frequenti segnalazioni di mare sempre torbido, magari schiumoso che fanno facilmente sorgere la domanda: anche questo è il mare “eccellente”?

Già perchè tutto nasce dalla persistente martellamento pubblicitario-istituzionale che ha messo in campo il Comune parlando solo di analisi Arta e guardando poco il mare che i bagnanti si trovano davanti ogni giorno.

Ora, come accade sempre, la verità sta nel mezzo ed è anche più complessa e cela dinamiche che nessuno si affanna a chiarire.

Del resto imporre la censura nella divulgazione di fatti che sembrano contrastare i dati ufficiali non fa pensare a persone illuminate pronte al dialogo nè ad una amministrazione comunale improntata alla trasparenza e all’informazione corretta.

Ma veniamo ai punti.

 

I NUOVI RISULTATI DELLE  ANALISI ARTA

Come prevedibile anche le analisi di giugno effettuate all’Arta hanno dato esito positivo confermando che i livelli di escherichia coli ed enterococchi sono entro i limiti di legge.

 

Il calendario ufficiale dei prelievi parlava del 13 giugno come giorno prestabilito per reperire i campioni dai punti prestabiliti.

I risultati delle analisi pubblicate, tuttavia, riportano anche la data dell’11 giugno per analisi in emergenza a Fosso Mazzocco, probabilmente richieste dal Comune, in allarme per le piogge dei giorni precedenti.  

Entro i limiti anche le analisi di routine che per ogni punto di prelievo conferma che non c’è alcuno sforamento dei limiti di legge, dunque balneabilità assicurata, anche se di “eccellenza”, almeno per due punti, non si può parlare.

Infatti, livelli sono al limite per la zona di via Leopardi (che in particolari periodi ha picchi forse dovuti al vicino fosso Cavatone) e alla foce a Sud del Saline.

Per quest’ultimo punto l’escherichia coli è a 457 quando il limite è a 500 e non sembra si possa parlare di eccellenza anche se per trovare un dato così elevato bisogna tornare indietro sino al 2012...

Sarà una coincidenza ma questi soli due picchi fanno abbassare un pò la media dell’acqua “eccellente” propagandata fino ad oggi ed in qualche modo possono almeno in parte spiegare le segnalazioni, foto, video e malcontento degli ultimi giorni (foto vere e genuine ma contestate comunque da albergatori e balneatori).

 

Ma una cosa deve essere chiara: i dati Arta devono essere interpretati e vanno letti, compresi e sfoggiati tenendo ben chiari anche alcuni dettagli non proprio trascurabili.

 

 

LA PORTATA DI FIUME E FOSSI: L’IMPATTO DELLA FOGNA

E’ vero che vi sono scoli diretti in mare della rete fognaria (che dovrebbero essere banditi in una località turistica…) ma è pur vero che la loro portata possa non essere così impattante sulle acque del mare da non produrre effetti rilevate dalle analisi.

Stessa cosa dicasi per il fiume Saline che è molto meno grande del Pescara e dunque le sue acque hanno impatti minori a rigor di logica.

Si aggiunga anche che i colibatteri hanno vita breve nell’acqua salata.

Detto questo rimane da spiegare sempre come mai l’acqua, invece, per ampi tratti non è limpida. Cosa crea quella torbidità se non fiume o scoli?

Può darsi che si tratti pure di torbidità “innocqua” non inquinante ma sarebbe meglio che non vi fosse e su questo sarebbero d’accordo persino albergatori e balneatori.

Stesso discorso per “l’impatto” del Saline: se la portata è inferiore a quella del Pescara è pur vero che la sua acqua marrone è nettamente visibile e l’occhio sembra suggerire che si abbatta il più delle volte sulla costa a sud, cioè dai grandi alberghi in poi (mentre è spesso inquinato solo a nord).

Che la corrente vada quasi sempre verso la città lo certifica anche l’Arta che segnala quasi sempre vento da Nord al momento dei prelievi. Questo può voler significare o che le acque del fiume Saline non sono inquinate o poco inquinate  oppure che il punto di prelievo alla foce è così riparato da molo e frangiflutti che l’acqua del fiume non lo raggiunge.

 

 

IL CALENDARIO DEI PRELIEVI E’ FLESSIBILE

Altro punto fondamentale per dare il giusto valore ai dati Arta è che le analisi di routine si fanno una volta al mese nel periodo estivo.

Un prelievo al mese è un pò poco per dire che “quel mese” l’acqua è eccellente.

Questo andrebbe detto.

 

Inoltre per una questione di “buona pratica” e per restituire dati il più possibile fedeli alla situazione reale, in particolari situazioni l’Arta può posticipare i prelievi di routine.

Questo può avvenire, per esempio, in occasione di cattivo tempo quando correnti, piogge e fogne dipingono uno scenario che non è quello “solito”, per cui per evitare di avere risultati “poco rappresentativi” si può scegliere di fare i prelievi con il bel tempo.

In queste condizioni diventa ancora più difficile che i dati Arta riescano a misurare con buona approssimazione il vero impatto degli scoli o delle varie fonti di inquinamento anche perchè la fogna in mare finisce quando piove.

L’ideale sarebbe se proprio si vuole puntare sulle analisi come “garanzia di eccellenza”, nei due mesi estivi, effettuare prelievi molto più frequenti in più punti e in ogni condizione meteo per avere una media ed un quadro più significativo e attinente alla realtà.

 

Ecco che se le cose stanno così, possono allora conciliarsi benissimo risultati “eccellenti” Arta e foto di mare torbido anche per molti giorni.

A questo punto dovrebbe intervenire il buon senso e la buona fede di tutti per fare in modo di facilitare la comprensione dei fenomeni fisici e reali e fornire elementi per la comprensione di chiunque.

Cosa che non è avvenuta fino ad ora perchè ci si è appiattiti sulla più comoda e semplicistica propaganda utilizzando anche canali istituzionali.

 

Dunque, pretendere di parlare solo di mare eccellente perchè lo dice l’Arta è scorretto come sarebbe scorretto dire soltanto che l’acqua è torbida.

 

Certo, bisognerebbe avere una amministrazione comunale un pò più distaccata e molto più attenta all’interesse pubblico e questo significherebbe anche non dire sempre e comunque che tutto va bene ma adoperarsi affinchè tutto vada davvero bene.

 

Questo non accade sempre ed è un peccato. Soprattutto per i balneatori che non risulta abbiano mai preteso che si risolvesse, per esempio, il problema degli scarichi in mare.

 

Perchè non è accaduto visto che parliamo di un problema non secondario per il turismo?

Magari per qualche conflitto di interessi o eccessiva commissione?

Sarebbe ben strano, per esempio, se la moglie del componente dello staff di fiducia del sindaco Maragno preferisca prendersela col giornale che, in presenza di evidenze, si pone domande, invece, che pretendere dai propri rappresentanti in Comune la soluzione del problema.

Lo stesso dicasi per i balneatori ben introdotti nella politica e nelle amministrazioni che nulla hanno fatto nei decenni trascorsi per risolvere le piaghe di cui si parla.

Nessuna delle due categoria sembra voler fare i conti con la realtà dei fatti e per ragioni comprensibili: avrebbero dovuto ammettere qualche inerzia, qualche carenza e qualche responsabilità.

Molto meglio spostare l’attenzione e gli escherichia coli su altro...