LA DENUNCIA

Piove, fogna in mare anche alla vigilia di Ironman: nuovo esposto in procura

Altro video con la versione del dipendente dell’Aca...

Redazione PdN

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Piove, fogna in mare anche alla vigilia di Ironman: nuovo esposto in procura

 

PESCARA. Quanti sono gli esposti arrivati in procura a Pescara che denunciano sversamenti diretti di fogne in mare (vietati per legge dal 1990)?

Difficile contarli; sono, però, un congruo numero.

Più facile dire quante sono state le risposte della stessa procura a quelle denunce: zero.

Dunque si rischia di essere ripetitivi e noiosi nel raccontare l’ennesimo sfregio ambientale impunito che insozza per un’estate ancora il mare di Pescara senza che questo possa provocare alcuna sommossa, per esempio, degli albergatori o dei balneatori.

 

Non ci ha fatto l’abitudine l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ che con Armando Foschi da anni segue il fenomeno avendo firmato buona parte degli esposti ai quali ne ha voluto aggiungere un altro fresco fresco.

 

Infatti il nubifragio di ieri ha determinato nuovamente lo sversamento nel fiume, e dunque nel mare, di migliaia e migliaia di metri cubi di liquami non depurati proprio alla vigilia dell’Ironman che vedrà ben 1.500 atleti domani tuffarsi e nuotare in quel mare.

 

«Gli atleti non sapranno di tuffarsi in un mare nel quale il giorno prima è finita la fogna», dice Foschi, «nessuno conoscerà l’eventuale carica batterica delle acque, né la qualità delle acque. Ieri ho filmato parte di quello scarico alla pompa B0 della Madonnina, dove peraltro abbiamo incrociato anche un operatore dell’Aca che però, anziché preoccuparsi di chiedere la presenza del sindaco o delle autorità sanitarie, pur assistendo con i propri occhi allo sversamento, ci ha accusati di ‘accanimento’. Anzi, l’operatore ha anche smentito che l’apertura dei bypass sia determinata dalle carenze del depuratore, come ha sempre sostenuto l’amministrazione Alessandrini, e ha affermato che l’apertura serve per ‘non allagare Pescara perché sono le 5 pompe di sollevamento che non ce la fanno’, come si sente dall’audio del filmato».

 

Da tempo, purtroppo, ci si preoccupa più dell’impatto del racconto delle notizie sulla gente, sugli elettori e magari sui turisti piuttosto che  dell’impatto del fenomeno reale sull’ambiente.

Come dire che se la fogna va in mare ma nessuno lo dice va bene persino per i turisti che ignari arrivano.

I guai sorgono solo quando le cose si vengono a sapere...  

 

«Oggi la nostra Associazione chiede che, prima di permettere a un solo atleta dell’Ironman di mettere piede in quell’acqua», chiede Foschi, «l’Arta e le Autorità sanitarie della città eseguano i campionamenti per accertare la salubrità del mare, o, in alternativa è evidente che il sindaco Alessandrini si assumerà una grave responsabilità essendo la prima Autorità sanitaria cittadina deputato alla tutela della salute umana. Non solo: la nostra Associazione sollecita un intervento tempestivo dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico – Nucleo Forestale per accertare quanto accaduto anche ieri nel mare di Pescara».

Tutto già visto, trito e ritrito, tutto che prosegue come da oltre 30 anni a questa parte senza che foglia si muova.

Del resto se siamo a questo punto è proprio perchè nessuno dei vari controllori a tutti i livelli ha fatto la sua parte.

Il dovere di trasparenza da parte della classe politica degli ultimi decenni del resto è stato pari a zero e così come mille altre volte abbiamo scoperto che la fogna finisse a mare nel 2016 infrangendo un muro di omertà istituzionale che non ha fatto altro che aggravare le cose.

Da due anni una inchiesta è ancora aperta e probabilmente raccoglie tutti gli esposti sul tema ma nessun provvedimento è stato mai emesso per impedire che l’inquinamento e gli sversamenti non autorizzati proseguissero.

Per molto meno nel 2007 il depuratore venne sequestrato per anni ma allora nessuno si era accorto degli sfiori e dell’inquinamento “istituzionale”.

 

«Nel frattempo chiediamo al sindaco Alessandrini», aggiunge Foschi, «di valutare con attenzione la responsabilità che si sta assumendo, non potendo far finta di ‘non sapere’».

 E la cosa più grottesca e per certi versi umiliante ed offensiva è che Foschi diceva esattamente le stesse cose due anni fa, nel 2016. Sono trascorsi 24 mesi di colpevole generale inerzia: anche allora c'era Ironman...

 

Del resto sulla materia ognuno fa un pò come vuole e interpreta le stesse norme a seconda del vento: a Pescara dal 2016 si emettono ordinanze di divieto di balneazione cautelative dopo ogni pioggia.

Questo fatto pare sia una peculiarità tutta pescarese, non risulta infatti che la stessa cautela venga applicata altrove dove pure vi sono scarichi fognari in mare.

Per esempio a Montesilvano non accade, come non accade nel Chietino o nel Teramano.



DA COMUNE, ACA E ARTA NESSUN DATO

Per gli assessori allo Sport, Giuliano Diodati, e all’Ambiente, Simona Di Carlo, si tratta di «allarmi infondati».

Il Comune dice di aver interpellato Aca e Arta e di aver ricevuto rassicurazioni ma non si capisce su quali basi.

Foschi aveva chiesto analisi per rassicurare ed informare gli atleti ma non risulta siano state nè effettuate nè diramati i risultati.