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Intossicazione Pescara, niente pranzo da casa per i bimbi senza mensa

Riunione con dirigenti istituti comprensivi,mancano spazi idonei

Redazione PdN

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Intossicazione Pescara, niente pranzo da casa per i bimbi senza mensa

 

 

 

PESCARA. Niente pranzo da casa nelle scuole comunali di Pescara: non vi sono spazi idonei e alternativi, che garantiscano le prescrizioni richieste dal Miur, per il consumo e la conservazione del cibo, «considerato che i luoghi destinati a refezione e mensa al momento risultano interdetti a causa degli accertamenti giudiziari in corso».

E' il risultato della riunione tenuta ieri dall'Amministrazione comunale con i dirigenti degli Istituti Comprensivi, convocata per definire le modalità per portare avanti, fino al 30 giugno, le attività scolastiche nelle scuole materne.

Ad oggi è infatti vigente il provvedimento di sospensione della mensa, disposto all'indomani delle decine di malori riscontrati la settimana scorsa in bambini provenienti da varie zone della città.

All'incontro, si legge in una nota del Comune, erano presenti il sindaco, Marco Alessandrini, il vicesindaco, Antonio Blasioli, l'assessore all'Istruzione, Giacomo Cuzzi, i consiglieri Piero Giampietro, Maria Ida D'Antonio e Leila Kechoud, i funzionari del servizio di refezione del Comune di Pescara. «Comprendiamo le difficoltà per le famiglie e abbiamo cercato, insieme, di trovare una soluzione temporanea, ma dobbiamo dare priorità alla tutela della salute dei ragazzi. L'Amministrazione segue con la dovuta premura l'evolversi degli accertamenti, auspicando risultati capaci di chiarire la situazione per poter adottare al più presto provvedimenti conseguenti a tutela dei piccoli utenti e dell'Ente».  

 

Dunque se per altri giorni famiglie e bambini dovranno subire ancora disagi per quello che è avvenuto, resta l’incognita di cosa succederà dal prossimo 1° ottobre, data prevista per  l’attivazione della mensa per il nuovo anno scolastico.

E’ difficile ipotizzare, visti i tempi della giustizia, che la vicenda penale si concluda per tempo e tutte le responsabilità vengano accertate entro settembre.

Senza un responso chiaro diventa difficile anche per il Comune svincolarsi dal contratto e far fuori le due ditte a cui è stato affidato il maxi bando da 16 milioni per 5 anni.

 

Ieri l’assessore Cuzzi (che nei giorni scorsi aveva detto «se potessi le due ditte le caccerei a calci») ha annunciato che l’avvocatura comunale sta valutando anche l’ipotesi di denunciare La Cir Food per le dichiarazioni sulla possibile contaminazione delle acque del rubinetto delle scuole. Affermazioni che non hanno trovato alcun riscontro e che avrebbero creato allarmismo. Già dal giorno successivo, infatti, alcuni dirigenti scolastici, avrebbero voluto interdire l’uso dei bagni.

Intanto, così come richiesto dalle opposizioni, il Comune ha sospeso per il momento l’iscrizione alla mensa per l’anno prossimo.

Nei giorni scorsi il dirigente Fabio Zuccarini, durante una seduta della Commissione Controllo e Garanzia, ha rivelato di essere pronto a revocare l’appalto all’attuale ditta concessionaria del servizio mensa qualora le indagini dovessero rivelare le sue responsabilità nell’emergenza sanitaria che ha colpito 200 bambini fruitori della mensa. Nel frattempo starebbe valutando le eventuali alternative, ovvero affidare l’incarico all’impresa giunta seconda all’ultima gara d’appalto o indire una nuova gara, con tempi che però, a oggi, sono sconosciuti.