IL FATTO

Stupro di Vasto, Selvaggia Lucarelli contro comandante carabinieri

Bufera sulle dichiarazioni rilasciate dal maggiore

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3897

Stupro di Vasto, Selvaggia Lucarelli contro comandante carabinieri

 

 

VASTO. Bufera sulle dichiarazioni del comandante dei carabinieri di Vasto, il maggiore Antonio Consales, rilasciate al termine della conferenza stampa dei giorni scorsi sull’arresto di due minorenni che avrebbero abusato per due anni di una ragazzina.

 

Selvaggia Lucarelli in un editoriale pubblicato oggi sul ‘Fatto Quotidiano’, dal titolo ‘Stupravano, ma a loro insaputa’ attacca il comandante dei carabinieri che con le sue dichiarazioni ‘alleggerisce’ la posizione dei due indagati accusati di aver costretto una ragazzina di 16 anni a compiere, per circa due anni, atti sessuali per evitare che venissero diffuse sul web foto e video che la ritraevano in atteggiamenti compromettenti.

«I due ragazzi, probabilmente», ha detto Consales al microfono della giornalista del Tg3 Abruzzo, Daniela Senepa, «non si sono neanche resi conto della gravità delle loro condotte».

«Ma lei è certo?», lo ha interrotto Senepa, «una condotta reiterata per due anni, insomma…»    

«Quantomeno l’hanno sottovalutata», ha ripreso Consales, «è chiaro che sapevano di fare qualcosa di sbagliato ma la percezione di chi ha operato è che i due abbiano sottovalutato la valenza e il disvalore sociale che ha portato con la loro condotta».

Le parole del comandante, secondo la Lucarelli, puntano a «giustificare» o a sminuire le gravissime azioni portate avanti da due ragazzi, quasi maggiorenni, per due anni.

La minorenne in breve tempo non solo si è trovata costretta ad assecondare le richieste del minore ma anche quelle di altri amici che in gruppo l’avrebbero abusata più volte.

«Di fronte ad un orrore così metodico come si può dire ‘hanno sottovalutato la loro condotta’?», domanda Lucarelli.

Le accuse formalizzate dalla procura di L’Aquila sono gravissime: riduzione in schiavitu', pornografia minorile, violenza sessuale di gruppo, violenza privata e atti persecutori.

 

  L’opinionista del Fatto Quotidiano insiste: «Si parla di una ragazzina e non di un disvalore sociale. Non c’è attenuante ed è grave che ci sia chi gliela conceda, tanto più se indossa quella divisa a cui la ragazzina si è aggrappata».

 

OGGI L’INTERROGATORIO

Intanto oggi c’è stato l’interrogatorio di garanzia, su rogatorio del Tribunale dei minori dell'Aquila, a Roma nel carcere minorile di Casal di Marmo per i due minorenni.

I due studenti, assistiti dai legali Giovani Cerella, Antonello Cerella, Sabatino Besca e Renzo Colantonio, hanno risposto alle domande del gip Federico Falzone.

In particolare i Cerella, avvocati del fidanzatino della ragazza, hanno riferito che il loro assistito avrebbe dichiarato «di non averla mai costretta a fare niente senza il suo consenso; si è trattato solo di un gioco voluto dalle parti che però gli è sfuggito dalle mani».

Marco (nome di fantasia, ndr) non avrebbe negato dell'esistenza di riprese e foto «ma realizzate sempre dietro consenso, la loro era una relazione sentimentale».

Ora le dichiarazioni dei due minori saranno trasmesse a L'Aquila solo dopo la loro acquisizione dei giudici del Tribunale minorile gli avvocati difensori chiederanno la trasformazione in una misura più lieve dal carcere agli arresti domiciliari.

 

ALTRE PERSONE COINVOLTE

«La situazione è più grave di quella che appare e potrebbe implicare anche il coinvolgimento di altre persone con sviluppi ancora tutti da chiarire anche in merito alla loro età che li chiamerebbe a responsabilità davanti alla Procura» , ha detto  l'avvocato di parte civile, Fiorenzo Cieri, che ha deciso di non commentare l'interrogatorio di garanzia. «Aspetterò - spiega - di leggere le carte».

Parlando invece della sua assistita ha raccontato che «riferendo tutto ai carabinieri si è tolta questo fardello di dosso ed ora con l'aiuto della famiglia sta cercando di ricominciare una vita normale, recuperando anche il profitto a scuola. Si sente molto sollevata l'unica cosa che auspichiamo è grande rispetto della riservatezza per evitare che venga identificata per risparmiarle anche la gogna della piazza».