IL CONTAGIO

Intossicazione mense, Cir Food sposta attenzione sull'acqua ma Aca smentisce: «non ci sono batteri»

«Infezioni non sono da associare al nostro cibo». L'azienda cita episodi di non potabilità in alcuni plessi scolastici  

Redazione PdN

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Intossicazione mense Pescara, Cir Food si difende e dà colpa all’acqua del rubinetto

 

 

PESCARA. «E’ ragionevole pensare che episodi epidemici dell’infezione rilevata non siano da associare ai cibi somministrati dalla società».

 

Cir Food che, in ati con Bio Ristoro Italia, gestisce il servizio di refezione scolastica nelle mense cittadine, si tira fuori e sostiene che il problema che ha interessato oltre 200 bambini non sia direttamente collegato ai cibi somministrati in mensa ma piuttosto all’acqua del rubinetto.

La società, infatti, sottolinea che gli episodi epidemici di infezione da Campylobacter sono associati prevalentemente al consumo di acqua o latte contaminati, alimenti a rischio consumati crudi e, solo occasionalmente, a carne di pollo.

Cir Food ricorda anche l’ordinanza del Comune di Pescara del 5 Ottobre 2017 con la quale il sindaco vietò l’utilizzo dell’acqua destinata al consumo umano (per usi potabili, per l’incorporazione negli alimenti e come bevanda) per le utenze in distribuzione nel plesso scolastico di Via Cerulli e nel plesso scolastico di Via di Sotto.

Il provvedimento riguardò anche alcune fontanelle pubbliche.

In tutto quel caos generale intervenne anche  il direttore tecnico dell’Aca secondo il quale la Asl eseguirebbe analisi con metodologie non sicure utilizzando un «raccordo non sterile che può generare alterazioni delle analisi».

Una circostanza che all’epoca creò molte perplessità, creò più caos che certezze, si materializzò il solito scaricabarile e poi nessuno ha mai più inteso chiarire i termini di quella questione che forse doveva allarmare molto di più.

Poi come succede sempre per gli argomenti più scomodi a chi governa cala il silenzio.

L'origine di quella contaminazione non venne mai più spiegata. Possibile che queste vicende o altre simili siano collegate all’ondata di gastroenteriti?

Risposte dovranno per forza di cose arrivare dai sopralluoghi di verifica ispettiva effettuati dai Nas e dalla Azienda Unità Sanitaria di Pescara presso il centro di cottura “Giardino” e il centro di cottura “Carducci”.

Secondo Cir Food le ispezioni  «hanno rilevato la piena conformità del rispetto delle norme igieniche (pulizia e disinfezione degli ambienti e delle attrezzature), delle procedure di Autocontrollo e delle relative schede di monitoraggio».

È tuttora in corso un’indagine epidemiologica da parte dall’ ASL sulle persone che hanno avvertito malesseri.

Nelle giornate di lunedì 4 e martedì 5 giugno, dal centro di cottura “Giardino” e dal centro di cottura “Carducci” sono stati prelevati dagli Organi Ufficiali di Controllo dei campioni di acqua di rubinetto, dei pasti-campione rappresentativi della produzione della settimana antecedente, oltre a varie materie prime utilizzate per la preparazione, che sono stati inviati per analisi all’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Al momento, su indicazione dell’Autorità Pubblica, i campioni non sono stati ancora sottoposti ad analisi.

 Che il cibo della mensa non c’entri con l’intossicazione, secondo la società è corroborata dalla circostanza che le preparazioni previste dal menù della settimana scorsa non prevedevano alimenti tra quelli correlati alla infezione da Campylobacter.

CIRFOOD da sapere di avere contestualmente avviato delle verifiche interne di approfondimento, «con lo spirito di piena collaborazione con le Istituzioni che da sempre la contraddistingue, e attende con fiducia il completamento delle analisi per avere un quadro più completo».

Ci sarà modo per chiarire anche perchè la procura di Pescara si è già mossa indagano i carabinieri del Nas ma anche i Forestali che inizieranno una serie di interrogatori in attesa di tutte le analisi.

Nel frattempo arriveranno anche diverse denunce che si stanno preparando in questi giorni, magari con altri dettagli utili, per cui la verità dovrà per forza venir fuori.

E questo è solo l'ennesimo caso di cronaca (con strascichi giudiziari) con epicentro Pescara che finisce sui giornali di tutta Italia.

E non è una cosa che fa piacere. 


GESTORE IDRICO: «L’ACQUA E’ SICURA»  

«Durante i prelievi è stata riscontrata una concentrazione di cloro residuo pari a circa 0,10 mg/l, valore che rassicura sulla totale assenza di carica batterica nell'acqua in distribuzione», replica   l'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), gestore idrico di Pescara e provincia, che ha effettuato dei controlli sull'acqua in distribuzione nei centri cottura e nelle scuole interessate.

«Nei giorni 4, 5 e 6 giugno - spiega l'Aca - la Asl ha effettuato prelievi di acqua potabile, unitamente ai tecnici Aca, presso i centri cottura di via Lago di Borgiano, Via Fonte Romana e presso i plessi scolastici interessati, per analisi di routine e batteriologica estesa anche ai batteri Campylobacter e Salmonella, ad oggi ancora in corso di svolgimento».

L'azienda ricorda che «le acque potabili in adduzione e distribuzione sono continuamente monitorate secondo un Piano di monitoraggio annuale rispondente alla normativa vigente D.Lgs. 31/01, condiviso con le Asl competenti»  e che i «monitoraggi periodici sono sia interni, effettuati da Aca, che esterni, effettuati dalla Asl» sono «caratterizzati da prelievi periodici in sorgenti, serbatoi e punti della rete di distribuzione di tutti i Comuni in gestione».

I parametri batteriologici di controllo previsti dalla legge sono Escherichia Coli, Enterococchi, Pseudomonas aeuroginosa, Conteggio colonie a 22°C, Conteggio colonie a 37 °C".

Visto l'accaduto, i controlli, ancora in corso, sono stati estesi anche ai batteri Campylobacter e Salmonella, ma la presenza di «cloro residuo nell'ultima settimana in uscita dal Piezometro di Pescara che alimenta l'intera rete cittadina», sempre superiore al valore di 0,10 milligrammi per litro, secondo l'azienda  «rassicura sulla totale assenza di carica batterica nell'acqua in distribuzione».