MAGGIORANZA NEUTRALIZZATA

Conte abbandona: niente Governo. Politica in subbuglio. Mattarella sotto accusa

Redazione PdN

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Conte abbandona: niente Governo. Politica in subbuglio. Mattarella sotto accusa

 

 

ROMA. Il governo del “professor Conte” è finito ancor prima di iniziare. Ed è finito proprio così come si temeva finisse fin dal giorno dell’incarico e come le varie ricostruzioni giornalistiche avevano riferito.

Così il progetto di Lega e M5S è naufragato sul nome di un solo ministro non accettato da Mattarella.

Il nome è quello di Paolo Savona, già con molti incarichi nella Prima Repubblica e oggetto di variegati giudizi.

Pur essendo al centro del dibattito politico da giorni, l‘attenzione ed il fulcro però ora si spostano tutto su altri aspetti che riguardano molto più  seriamente il ruolo della Costituzione, della democrazia italiana, il ruolo ed i poteri del Presidente della Repubblica.

Sergio Mattarella nel suo discorso di oggi ha confermato di aver posto il suo veto sul nome di Savona accusato di voler far uscire l’Italia dall’Europa anche se il punto non è stato inserito nel programma, peraltro approvato dai partiti di maggioranza e da Mattarella. E che non fosse un punto del Governo lo ha ribadito anche Di Maio in serata, al telefono con Fabio Fazio, su Rai 1. 

La cosa è parsa strana fin da subito e per alcuni è suonata come un pretesto per non far nascere un governo definito anche “antisistema” e che ha trovato una maggioranza, frutto di espressione di voto.

Molti commentatori -pur con molte cautele- hanno già definito il discorso di Mattarella anomalo e molto politico per un presidente che dovrebbe essere super partes e garante della Costituzione,  mentre, invece, ha decisamente scelto una parte (quella dei partiti politici che vogliono l’Italia in Europa).

Comunque la si voglia vedere quella di Mattarella è, e rimane, una posizione politica, una posizione che dovrebbe esprimere un Governo ed un Ministro dell’economia.

 

L’Italia si riscopre allora “Repubblica presidenziale” senza nemmeno aver dovuto cambiare la Costituzione e, per questo, già si parla di impeachment e di Mattarella sotto accusa: questo sarà il tema centrale dei prossimi giorni: l'accusa è di aver violato l’art. 93 della Costituzione.

Intanto Mattarella guida il treno della politica e detta l’agenda: domani subito Carlo Cottarelli al Quirinale per la formazione del nuovo governo.

 Non mancheranno altri colpi di scena. Infatti nel caso di una proposta di una nuova squadra di governo sarà il Parlamento a dover dare la fiducia.

Con quale maggioranza il probabile governo Cottarelli governerà? Se Lega o Movimento 5 Stelle non dessero la loro fiducia allora, inevitabilmente, Cottarelli non avrà i numeri ma potrà traghettaare il paese al voto, già a fine settembre.

 

CHE COSA HA DETTO MATTARELLA

 

«Dopo aver sperimentato nei primi due mesi tutte le possibili soluzioni - ha detto il Presidente Mattarella-, si è manifestata una maggioranza parlamentare tra Lega e Cinque Stelle, che pur contrapposti alle elezioni hanno raggiunto una intesa dopo un ampio confronto programmatico. Ne ho agevolato in ogni modo il tentativo di dar vita a un governo, ho atteso tempi da loro richiesti e per farli approvare dalle rispettive basi di militanti, pur consapevole che questo mi avrebbe attirato osservazioni critiche. Ho accolto la proposta per l'incarico del presidente del Consiglio pur superando la perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento ed ho accompagnato con piena attenzione il lavoro per formare il governo».

Questo l'incipit dell'intervento di Sergio Mattarella al Quirinale che ha poi spiegato di aver accettato le condizioni di Lega e M5s, i tempi ed i nomi e di aver posto un solo veto.

 

«La designazione del ministro dell' Economia», ha detto, «costituisce sempre un messaggio immediato di fiducia o di allarme per gli operatori finanziari. Ho chiesto per quel ministero l'indicazione di un autorevole esponente di quella maggioranza, coerente con l'accordo di programma, un esponente che al di là della stima e della considerazione della persona non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata che potrebbe portare probabilmente o inevitabilmente alla fuoriuscita dell'Italia dall'Euro, cosa ben diversa da una atteggiamento vigoroso nell'Ue per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano. A fronte di questa mia sollecitazione ho registrato con rammarico una indisponibilità a ogni altra soluzione e il presidente del Consiglio incaricato ha rimesso il mandato».

«L'incertezza della posizione italiana nell'Euro - ha spiegato Mattarella - ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri che hanno investito nei nostri Titoli di Stato e nelle nostre aziende. L'impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità dello Stato per nuovi interventi sociali. Le perdite della Borsa, giorno dopo giorno, bruciano risorse e risparmi delle nostre aziende e di chi vi ha investito, e configurano rischi concreti per i risparmi dei nostri cittadini e della famiglie italiane. Occorre fare attenzione anche al pericolo di forti aumenti degli interessi dei mutui e per i finanziamenti alle aziende. In tanti ricordiamo quando prima dell'Unione monetaria europea, i tassi sui mutui sfioravano il 20%».


«E' mio dovere nello svolgere il compito di nomina dei ministri che mi affida la Costituzione, essere attento alla tutela dei risparmi degli italiani. In questo modo si riafferma concretamente la sovranità italiana, mentre vanno respinti al mittente inaccettabili e grotteschi giudizi sull'Italia apparsi sulla stampa di un Paese europeo. L'Italia è un Paese fondatore dell'Ue e ne è protagonista. Non faccio le affermazione di stasera a cuor leggero - ha aggiunto - anche perché ho fatto ogni sforzo possibile per far nascere un governo politico. Nel fare questa affermazioni antepongo a tutto la difesa della Costituzione e dell'interesse della Comunità nazionale. Quella dell'adesione all'Euro è una scelta di importanza fondamentale per le prospettive del nostro Paese e dei nostri giovani. Se si vuole discuterne lo si deve fare apertamente e con un serio approfondimento anche perché è un tema che non è stato in primo piano nella recente campagna elettorale. Sono stato informato della richiesta di forze politiche di andare a elezioni ravvicinate. Si tratta di una decisione che mi riservo di prendere doverosamente sulla base di quello che avverrà in Parlamento. Nelle prossime ore assumerò una iniziativa».


STALLO DA 85 GIORNI

 Dopo 85 giorni di stallo e di tentativi infruttuosi di dare un governo al Paese, l'impasse politica rischia di trasformarsi un una crisi istituzionale senza precedenti.

Il No del Quirinale scatena l'ira di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

E verso il Capo dello Stato si materializza la possibilità dell'accusa peggiore: quella di impeachment, la messa in stato d'Accusa del Presidente per alto tradimento. Accusa che ventila il M5s e su cui anche Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni concorda. E mentre Salvini glissa sull'ipotesi che i 5 stelle vogliono invece portare in Parlamento, arriva la presa di distanze di Silvio Berlusconi: parole "irresponsabili" taglia corto.

La bufera si scatena sul Presidente della Repubblica che ha tuttavia in serbo un piano B: per domani è stato convocato al Colle Carlo Cottarelli, l'economista che non dispiaceva né al M5s né alla Lega per il lavoro da lui a suo tempo svolto sulla spending review.

Nessun commento ufficiale di Cottarelli ma chi l'ha sentito racconta che la telefonata del Colle lo ha colto "di sorpresa" l'ex commissario, che ora si prepara in fretta a raggiungere la Capitale da Milano per presentarsi all'appuntamento con Mattarella.

Giusto il tempo, ha scherzato con chi gli ha parlato, di finire di correggere i compiti dei suoi studenti della Bocconi.