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Messa in sicurezza, il Governo premia i Comuni in dissesto finanziario

Solo 150mln a disposizione su 7 mld richiesti. In Abruzzo 4 Comuni finanziati

Redazione PdN

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Messa in sicurezza, il Governo premia i Comuni in dissesto finanziario

 

ABRUZZO. Più le casse comunali registrano un segno negativo, più si ha possibilità di essere finanziati dallo Stato.

È questa, in estrema semplificazione, l'equazione che emerge a leggere l'elenco dei comuni idonei e beneficiari di finanziamenti per «interventi in opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio».

 

 

La misura, voluta lo scorso anno dal Governo, è contenuta nell'ultima Legge di Bilancio e, per l'anno in corso, è dettagliata in un decreto interministeriale dello scorso aprile, che sancisce la lunghissima graduatoria di quasi 6 mila istanze risultate ammissibili a finanziamento, presentate da circa 4 mila comuni in tutta Italia.

 

Peccato che il finanziamento governativo sia solo di 150 milioni di euro, un numero quasi cinquanta volte più piccolo dei 7 miliardi inizialmente richiesti per la messa in sicurezza del territorio da terremoti, frane e dissesto idrogeologico.

 

In base alla mole di domande ricevute, il Governo ha così dovuto selezionare i progetti ammessi a finanziamento.

E in base a quale criterio?

Il dissesto finanziario.

Un comma del decreto, infatti, stabilisce che i contributi vengano assegnati in via prioritaria agli enti con minore disponibilità di avanzi di amministrazione e quindi meno in grado di usufruire di maggiori spazi finanziari concessi con i patti nazionali e regionali.

 

L'avanzo, o il disavanzo, di amministrazione è, in un dato momento, il saldo tra fondo di cassa esistente più residui attivi meno residui passivi. Il saldo di segno positivo costituisce un avanzo di amministrazione e quello di segno negativo un disavanzo di amministrazione.

 

In parole semplici: più è alto il disavanzo – ossia più il Comune è indebitato, ha speso rispetto ai soldi a disposizione, ha contratto mutui, etc. – più è stato foraggiato dallo Stato. Non c'è spazio, al contrario, per i Comuni virtuosi, quelli che all'approvazione del rendiconto del bilancio consuntivo dimostrano di avere un segno positivo nella gestione finanziaria dell'ente.

Un principio magari giusto in teoria (perchè i Comuni indebitati non hanno soldi per la sicurezza) ma che rischia anche di trasformarsi in un premio per quegli amministratori con “le mani bucate”.  

 

Questo curioso criterio  ha mandato su tutte le furie centinaia di sindaci in tutto il Paese, compresi molti primi cittadini nostrani.

 

IN ABRUZZO SOLO 4 COMUNI FINANZIATI

L'Abruzzo, infatti, vede solo i progetti di Civita D'Antino (L'Aquila), Rosello (Chieti), Pianella e Penne (Pescara) tra i primi 200 idonei.

In tutto, con questa tranche di 150 milioni di euro, saranno finanziati 146 progetti presentati da 54 comuni, tutti con un forte saldo negativo nella gestione finanziaria.

 

I comuni esclusi potranno riprovarci – entro il prossimo settembre – presentando richiesta di accesso alla tranche 2019, che potrà contare su uno stanziamento più capiente, di circa 300 milioni.

 

Parliamo, tuttavia, sempre di briciole rispetto ai circa 7 miliardi richiesti dai Comuni per l'urgente messa in sicurezza del territorio – dalle scuole alle montagne, passando per le coste – di cui necessitano la quasi totalità delle aree del Paese, con particolare attenzione alle zone ad alto rischio sismico e soggetti a dissesto idrogeologico.

 

L'Abruzzo, purtroppo, ne sa qualcosa.

 

Mattia Fonzi