PIAZZA PULITA

Bando pulizie nel progetto Case, 30 lavoratrici fanno irruzione in Consiglio comunale

Preoccupa, e non poco, il ribasso del 50% della ditta vincitrice

Redazione PdN

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PROGETTO CASE L'AQUILA

 

L’AQUILA. Hanno fatto irruzione in Consiglio comunale le trenta lavoratrici che si occupano delle pulizie nel progetto C.a.s.e. e M.a.p. dell’Aquila.

Tra pochi giorni dovranno prestare servizio per la ditta Cooper.Pul. di Salerno, che ha vinto il bando istruito dalla centrale unica di committenza nazionale Consip, con un ribasso di circa il 50 per cento e a questo punto le lavoratrici temono che si saranno ripercussioni sugli stipendi.

Inevitabili sembrano, a questo punto, una diminuzione di ore e importi che influiranno direttamente anche sulla qualità del servizio.

Nonostante l’irruzione in Consiglio, gli esponenti della maggioranza hanno fatto capire che non si può intervenire in quanto il bando è già stato assegnato.

 

Nelle scorse settimane la terza commissione ha portato in audizione, per un confronto puntuale, il settore competente, quello delle Opere Pubbliche con in capo il vice sindaco, ed ha ripercorso tutto l’iter del bando e ha richiesto che il responsabile unico del procedimento, De Carolis, nonché il Vice Sindaco Guido Liris portassero i giustificativi, richiesti a tutte le ditte in graduatoria, per motivare l’eccessivo ribasso dell’offerta economica.

«Un’offerta che sarà in grado solo di aggravare la già tanto delicata situazione dei lavoratori», denunciano i consiglieri comunali Elia Serpetti, Elisabetta De Blasis e Emanuela Iorio.

I lavoratori allo stato attuale non prendono ancora completamente la tredicesima e sono pagati mensilmente grazie solo alla surroga del Comune nei riguardi della società inadempiente. Ritrovarsi in una situazione di questo tipo è probabilmente naturale quando si applicano dei ribassi eccessivi in sede di gara; basti pensare che la precedente ditta vincitrice, inadempiente, aveva vinto con un ribasso del 41%.

Ora, la ditta subentrante si è aggiudicata la gara con un ribasso del 50%, con l’aumento contestuale dei servizi da svolgere. Quale prospettiva di futuro si potrà garantire a chi lavora nelle pulizie dei Progetti case e map?

«Prima ancora di poter arrivare di nuovo in Commissione per un’ultima discussione in merito», contestano Serpetti e gli altri, «l’amministrazione comunale ha deciso di chiudere la gara e fare l’affidamento. In questo modo si è resa solamente colpevole di ben due errori, primo quello di scegliere il metodo CONSIP, troppo esposto alla migliore offerta economica, meno a quella tecnica, e in secondo luogo quella di scegliere un metodo, non adeguato, nell’approccio con i lavoratori».

Mauro Colaianni, segretario cittadino di Rifondazione Comunista, contesta invece il caso di una madre di famiglia costretta ad occupare una casa del progetto Case: «dimostra l'incapacità, persino, di dare risposte a problemi semplici. Il fatto che ci siano appartamenti sfitti e famiglie e persone che siano costrette a dormire  in alloggi di fortuna grida vendetta. L'unica soluzione della giunta Biondi», continua Colaianni, «è stata quella di mantenere alloggi sfitti e persone per strada. Se questo doveva essere il cambiamento e se questa dovrebbe essere la terza Repubblica, meglio la prima. Se, alla mamma che ha scelto di rompere gli indugi e ha occupato l'appartamento, si aggiungessero altre famiglie, Rifondazione sarà, senza alcuna esitazione, dalla loro parte».