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Branco di cinghiali nel parco giochi di Orsogna

Una decina di animali avvistati e filmati da cittadini

Redazione PdN

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Branco di cinghiali nel parco giochi di Orsogna

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ORSOGNA. Un branco di una decina di cinghiali è stato avvistato e filmato da alcuni cittadini la sera di lunedì scorso mentre "pascolava" nell'area del parco giochi di via Rosica a Orsogna (Chieti). Grazie alla segnalazione, il sindaco, Fabrizio Montepara, la mattina dopo ha subito interessato al problema l'Ambito territoriale di caccia (Atc) Chietino-Lancianese, che si occupa della programmazione dell'attività venatoria e della gestione della fauna selvatica.


Il presidente dell'Atc, Giannicola Di Carlo, a sua volta ha sollecitato l'intervento di selecontrollo da parte della Polizia provinciale, come previsto dal Piano regionale di controllo delle popolazioni cinghiale. Già martedì sera la Polizia provinciale è intervenuta nel territorio di Orsogna sulle tracce del branco.


«Voglio ringraziare i cittadini che hanno segnalato il problema - afferma Montepara - nonché l'Atc e la Polizia provinciale che sono prontamente intervenuti e hanno gestito la situazione. E' un esempio positivo di celere ed efficace risposta a tutela dei cittadini e, nel caso specifico, delle famiglie che frequentano il parco. E' tuttavia necessario un maggiore impegno della Regione Abruzzo e di tutti gli altri organismi preposti con interventi di controllo e abbattimento più numerosi. La presenza dei cinghiali nei centri abitati desta apprensione e paura».


 

E proprio oggi la Coldiretti Teramo torna a chiedere l’intervento straordinario della Polizia Provinciale per arginare l’emergenza cinghiali.

Quella dei cinghiali è una piaga in tutta la regione.

Anche le campagne teramane dell’interno sono letteralmente distrutte, soprattutto in questo periodo dell’anno, quando i cinghiali affamati prendono di mira in prossimità del raccolto le coltivazione in campo quali favino, cereali, mais e girasole giusto per citarne alcune.

E gli agricoltori, che non ne possono più, si sono rivolti a Coldiretti stanchi di assistere al decennale rimpallo delle responsabilità in un ennesimo scarica barile delle istituzioni che aggiunge ritardo ai problemi già in essere. In particolare, i disagi sembrano concentrarsi nei comuni di Castel Castagna, Montorio al Vomano, Tossicia ma tutta la provincia è coinvolta nell’emergenza.