L'INCHIESTA

Parco Lavino, interrogato D'Incecco: il gip decide sulla interdizione

La difesa: «estraneo ai reati contestati  

Redazione PdN

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Parco Lavino, interrogato D'Incecco: il gip decide sulla interdizione

Tribunale di Pescara

 

PESCARA. E' durato tre ore e mezza l'interrogatorio di Paolo D'Incecco, dirigente ai Lavori pubblici della Provincia di Pescara, tra i nove indagati dell'inchiesta della Procura pescarese riguardante l'appalto da 3,5 milioni di euro del parco sul fiume Lavino a Lettomanoppello.

D'Incecco e' stato ascoltato, stamani, dal gip Gianluca Sarandrea, che ora dovra' decidere sulla richiesta di interdizione temporanea dai pubblici uffici avanzata dalla Procura.

Il giudice per le indagini preliminari dovra' pronunciarsi anche sull'interdizione temporanea dalla professione chiesta dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal procuratore aggiunto Anna Rita Mantini, titolari dell'inchiesta, per l'architetto Gianluca Marcantonio, anche lui indagato.

Secondo l'accusa, l'appalto per il Parco del Lavino, inserito tra i 77 progetti del Masterplan e ancora alle battute iniziali, sarebbe stato oggetto di una presunta spartizione.

L'accusa sostanzialmente ritiene che sarebbe stato turbato «il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto dell'iter selettivo volto alla scelta dei liberi professionisti da incaricare nell'ambito della procedura relativa alla fase progettuale preliminare ed esecutiva del Parco».

All'interrogatorio di D'Incecco era presente anche il procuratore aggiunto Mantini.

«Il mio assistito - ha detto il difensore di D'Incecco, l'avvocato Marco Spagnuolo - ha risposto alle domande. Riteniamo di aver chiarito la nostra posizione. E' stata - ha aggiunto- una ricostruzione chiara e di sostanziale estraneita' rispetto alle ipotesi di reato contestate, che riteniamo francamente non essere sussistenti. Il tema in questa fase e' piu' che altro collegato alla necessita' di chiarire quale fosse la posizione, il ruolo e la funzione svolta dall'ingegnere D'Incecco».

«Crediamo - ha sottolineato l'avvocato Spagnuolo - di essere stati piuttosto chiari nell'affrontare gli argomenti e i temi che ci sono stati prospettati. L'ingegnere e' stato molto lineare nella prospettazione dei fatti. Riteniamo di aver chiarito con ampia disponibilita' nel rispondere alle domande e, soprattutto, nel produrre anche della documentazione che poteva essere utile all'indagine».

Nell'inchiesta sono indagati anche il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, l'ingegnere Tino Di Pietrantonio, l'architetto Enrico Di Paolo, ex assessore provinciale, Fabio Ferrante, collaboratore di D'Alfonso nell'ufficio di presidenza della Regione e consigliere comunale a Lettomanoppello, e due collaboratori di Marcantonio: il geologo Giovanni Ciccone e l'architetto Mauro Zaccagnini, Le accuse, a vario titolo, sono atti propedeutici alla turbativa d'asta, corruzione e falso ideologico in atto pubblico.