RIFIUTI

Discarica cemento amianto, preavviso di rigetto dal Comitato Via

Soddisfazione del WWF che aveva presentato osservazioni

Redazione PdN

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Discarica cemento amianto, preavviso di rigetto dal Comitato Via

 

 

 

ROCCA SAN GIOVANNI. L’associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, dopo aver prodotto osservazioni in critica per scongiurare l’apertura di una discarica di cemento amianto a ridosso del SIC Fosso delle Farfalle, ieri era presente in sede di audizione del Comitato Via  insieme ai sindaci di Rocca San Giovanni e Treglio e altre associazioni.

La discarica di Rocca San Giovanni aveva, secondo le stime di progetto, capacità utile pari a 210.000 mc di rifiuti da costruzione contenenti amianto legato.

Un impianto che secondo la ditta proponente, la RSG s.r.l., avrebbe dovuto rappresentare uno strumento di riqualificazione ambientale, poiché la ditta stessa si accollava l’onere della chiusura e il recupero della discarica che stoccava rifiuti speciali già esistente nello stesso sito, di proprietà della SMI di Marrollo, chiusa nel 1997.

L’area confina con la Riserva Regionale Grotta delle Farfalle e con l’omonimo Sito di Interesse Comunitario, SIC IT7140106.

Un‘area formata da pendici collinari su arenarie e argille, attraversate da corsi d’acqua, con boschi freschi, carpineti misti a boschi termofili (leccete), dove oliveti e vigneti contribuiscono a esaltare la bellezza di quelle terre, in specie nel versante orientale.

 

AVVISO DI RIGETTO

«L’avviso di rigetto deliberato dalla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo rappresenta sicuramente un ottimo primo passo per scongiurare l’apertura di una discarica di cemento amianto in un sito così ameno», denuncia l’associazione.

Anni fa il WWF e il comitato di residenti NADA, attraverso una grande mobilitazione, chiesero a gran voce di vietare definitivamente con una legge regionale la localizzazione di questo genere di discariche in mezzo alle campagne, sia perché i controlli sono più difficoltosi, sia considerando che tali discariche rappresentano comunque soltanto       una soluzione provvisoria del problema, che viene lasciato in eredità alle future generazioni, essendo la fibra di amianto eterna.

In virtù di quella mobilitazione si approvò la legge, n. 36 del 2 agosto 2010, che poneva come criteri localizzativi per questo genere di discariche i siti industriali.

«Ora ci vuole subito il ripristino ambientale, come da anni richiesto dalle amministrazioni locali e dalle associazioni, per la ex discarica della Marrollo», chiude l’associazione.