SAN SALVO

Crisi Pilkington: le urla nel frastuono. Per ora si discute

Gli steccati politici e la mancanza di una vera visione a lungo termine zavorrano lo sviluppo

Redazione PdN

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Crisi Pilkington: le urla nel frastuono. Per ora si discute

SAN SALVO. E’ stato un urlo di allarme quello che ha voluto dare il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, chiamando ieri in riunione presso la sala consiliare del comune tutte le autorità politiche abruzzesi per affrontare la crisi occupazionale della Pilkington, che ad oggi dà lavoro ad oltre 2 mila persone.

C’erano i sindaci della Valle del Trigno, i consiglieri regionali del Vastese, senatori e deputati e la dirigenza Pilkington rappresentata dal presidente Graziano Marcovecchio.

Una situazione critica data l’imminente scadenza degli ammortizzatori sociali, che hanno permesso negli ultimi anni di poter mantenere i dati occupazionali invariati.

I sindacati hanno chiesto investimenti, certi e concreti, «siamo felici che questa volta la politica si sia svegliata prima, in altri casi è arrivata a prendere coscienza al capezzale», queste le dure parole di Franco Zerra della FEMCA CISL.

Arnaldo Schioppa della UIL invece ha detto «la politica finora ha parlato di lavoro non sapendo cosa sia il lavoro, lavorando principalmente per farle chiudere le aziende. La politica deve salvaguardare i lavoratori. Troppi i posti di lavoro persi in Abruzzo fino ad oggi».

Graziano Marcovecchio ha elencato gli sforzi intrapresi dall’azienda «la Pilkington è un’azienda fondamentale per questo territorio, non solo diamo lavoro ad oltre 2.300 dipendenti, ma ogni anno paghiamo oltre 9 mila pensioni. Investimenti importanti sono stati intrapresi, il centro di ricerca del gruppo si trova a San Salvo, ma oggi più che mai in Italia c’è bisogno di credibilità affinché sia competitiva, un contenzioso non può durare 20 anni!».

Mauro Febbo ha puntato il dito contro quegli enti che non garantiscono i servizi essenziali per fare impresa, «L’Arap ed il Consorzio di Bonifica oggi commissariati dalla Regione Abruzzo, devono fornire quei servizi essenziali per le aziende senza i quali nessuna azienda può essere competitiva».

Il termine ultimo per comprendere la sorte dei 140 esuberi è il mese di settembre, «speriamo di poter far sì che coloro prossimi alla pensione vengano accompagnati con quegli ammortizzatori sociali che ci sono, basta che la politica voglia, salvaguardando i posti di lavoro delle maestranze più giovani» ha affermato Emilio Di Cola della CGIL.

 

Antonia Schiavarelli