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Inchiesta Parco Lavino, nuovi indagati: chiesta interdizione per D’Incecco e Marcantonio

La richiesta dei pm, deciderà il gip dopo averlo ascoltato

Redazione PdN

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Inchiesta Parco Lavino, nuovi indagati: chiesta interdizione per D’Incecco e Marcantonio

D'Alfonso e Marcantonio

 

 

 

PESCARA. Mercoledì mattina il gip Gianluca Sarandrea interrogherà  il dirigente ai Lavori pubblici della Provincia di Pescara, Paolo D’Incecco, in merito all’inchiesta della procura sul parco del Lavino a Lettomanoppello.

Il gip dovrà decidere anche sulla posizione del tecnico Gianluca Marcantonio per il quale i pm chiedono l’interdizione temporanea dalla professione.

 

Il progetto finito sotto l’attenzione degli investigatori è inserito tra i 77 del Masterplan della Regione che dovrebbe cambiare faccia alle sponde del fiume a Lettomanoppello, Roccamorice, Scafa, Abbateggio, San Valentino e Manoppello con piste ciclabili e strutture per il turismo.

Mercoledì prossimo, dopo l’interrogatorio, il giudice dovrà decidere sulla interdizione temporanea dai pubblici uffici di D’Incecco (indagato anche nell’inchiesta sull’hotel Rigopiano di Farindola), richiesta dai pm Anna Rita Mantini e Massimiliano Serpi, insieme alla interdizione temporanea dalla professione richiesta per un altro degli indagati, Gianluca Marcantonio. Si tratta del rampante professionista sponsorizzato da D’Alfonso e da lui fatto nominare all’interno del Consiglio dei lavori pubblici grazie all’intercessione con il presidente delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha ricevuto diversi incarichi nell’ambito della ricostruzione post terremoto, ha svolto in passato consulenze con enti pubblici ed è stato testimone nel processo Housework che ha scagionato da accuse pesanti D’Alfonso e molti altri.

 

Salgono dunque a nove gli indagati nell'inchiesta riguardante l'appalto da 3,5 milioni di euro.

I nuovi indagati sono il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e due collaboratori di Marcantonio, Giovanni Ciccone e Mauro Zaccagnini.

I tre si aggiungono al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, all'ingegnere Tino Di Pietrantonio, all'architetto Enrico Di Paolo, ex assessore provinciale, a Fabio Ferrante, collaboratore di D'Alfonso nell'ufficio di presidenza della Regione e consigliere comunale a Lettomanoppello.

Le accuse, a vario titolo, sono turbata liberta' del procedimento di scelta del contraente, corruzione e falso ideologico in atto pubblico.

Secondo l’ipotesi accusatoria potrebbero esserci state pressioni per scegliere professionisti vicini alla politica a cui affidare la redazione dei primi progetti del parco.

 

IL PARCO LAVINO

Una delle realizzazione più importanti inserite nel Masterplan è proprio quella del parco didattico del Lavino, dell’importo di 3,5 milioni di euro e di cui la provincia di Pescara è il soggetto attuatore unico. Responsabile Unico per l'Attuazione dei Patti per il Sud è l’ingegner Emidio Primavera (non indagato), direttore del Dipartimento Opere pubbliche della Regione Abruzzo.

L’intervento, che coinvolge i comuni di Roccamorice, Scafa, Abbateggio, San Valentino, Lettomanoppello e Manoppello, è finalizzato alla valorizzazione dell’alveo del fiume Lavino per la realizzazione di un parco tematico didattico «che avrà come filiera il turismo culturale e il recupero delle antiche infrastrutture del giacimento minerario».

L’opera punta sul recupero delle aree dismesse delle ex miniere asfaltiche, che saranno raggiungibili con la realizzazione di percorsi sostenibili (ciclopedonali) e strutture ricettive e di accesso «confacenti all’ambiente».

L'area è nota per le acque sulfuree del fiume Lavino in cui sono presenti solfati disciolti che danno la tipica e suggestiva colorazione azzurro-turchese ai laghetti, alle polle sorgive e ai ruscelli. Il corso d'acqua ha origine nel Vallone di Santo Spirito sul versante nord orientale del massiccio montuoso della Majella.

L'area ha un'estensione di circa 40 ettari e le acque del fiume sono state utilizzate anche per l'alimentazione di ben quattro centrali idroelettriche e per il funzionamento di una segheria e di cinque mulini a palmenti, tra cui il Mulino Farnese.