SALUTE

Microfiltrata o addolcita, così si può trattare l'acqua del rubinetto

Sistemi per tutte le tasche per migliorare quella del rubinetto

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

341

Microfiltrata o addolcita, così si può trattare l'acqua del rubinetto

ROMA. In Italia si può bere “tranquillamente” l'acqua del rubinetto: è buona e sicura, lo assicurano tutti gli esperti. Ma a molti italiani non piace: alcuni dicono che sa di cloro, altri che è troppo dura, cioè contiene troppo calcare. E poi ci sono quelli che non vogliono rinunciare alla gasatura. In tutti questi casi però, si può rimediare.

Con apparecchiature che costano relativamente poco, come i filtri al rubinetto, le caraffe filtranti, i gasatori.

Oppure con impianti più complessi e costosi: si installano sotto il lavello e forniscono dal rubinetto acqua senza cloro e calcare. Se si vuole, anche gasata e refrigerata.

«Ci sono sostanzialmente tre processi per rendere migliore l'acqua di casa - spiega Lauro Prati, presidente di Aqua Italia, l'associazione di categoria delle imprese di trattamento delle acque primarie -. La prima è la microfiltrazione, con filtri a carboni. Elimina il cloro e i cloroderivati, non il calcare. Rende l'acqua più buona di sapore, non meno dura. Si può fare con filtri al rubinetto, caraffe filtranti o un impianto sotto il lavello. Caraffe e filtri vanno dai 20 ai 50 euro. Gli impianti dai 700 agli 800 euro compresa installazione, fino a 2.000 euro se si vuole anche refrigerazione e gasazione».

Il secondo processo possibile per migliorare l'acqua del rubinetto è l'osmosi inversa, che elimina il calcare.

Qui però è necessario l'impianto sotto il lavello.

«Una membrana semipermeabile, messa in pressione dal flusso del rubinetto, fa passare l'acqua e trattiene fino al 90% delle sostanze disciolte - spiega Prati -. L'impianto costa dai 1.600 ai 2.400 euro, a seconda se abbia o no gasatura e refrigerazione».

Il terzo processo è l'addolcimento, che elimina il calcare su tutta l'acqua che arriva in casa. L'impianto si installa sulla presa d'acqua generale e funziona con il sale, come le lavastoviglie. Dove l'acqua è molto dura, si ha un sapore più gradevole e si evitano intasamenti di caloriferi, lavastoviglie, lavatrici. L'addolcitore costa dai 1.000 ai 3.000 euro. L'acqua potabile in Italia non presenta problemi di contaminazione batteriologica.

Ma per chi vuole una sicurezza completa, ci sono anche gli sterilizzatori a raggi UV. Per chi infine non vuole rinunciare alle bollicine, ci sono i gasatori.

Costano dai 50 ai 100 euro. Con una bombola di anidride carbonica da 13 euro, si ottengono 80 litri di acqua gassata.

Secondo Prati «la gente comincia ad apprezzare l'acqua microfiltrata dai chioschi installati dai Comuni (la cosiddetta 'acqua del sindaco') o dalle caraffe. Da lì, finisce per mettersi l'impianto in casa».