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Uomo lancia bambina dal viadotto dell’A14: caso legato alla morte di una donna a Chieti?

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Uomo lancia bambina dal viadotto dell’A14: caso legato alla morte di una donna a Chieti?

Fausto Filippone


FRANCAVILLA. Dalle 13.30 l’Italia è col fiato sospeso in attesa che l’uomo che minaccia di gettarsi dal viadotto della A14 si arrenda e si consegni alla polizia.

Nel frattempo le forze dell’ordine tentano di aprire un fronte di comunicazione con l’uomo attraverso negoziatori esperti che non hanno ancora sortito l’effetto sperato.

Si indaga anche nella vita dell’uomo e si pensa che il gesto incredibile possa essere legato alla morte di una donna avvenuto oggi a Chieti: donna caduta dal balcone e poi morta in ospedale.

L’allarme è stato lanciato circa alle 13.30 di oggi.

Le prime notizie parlano di un uomo che avrebbe gettato dal chilometro 390 della A14 una bambina di circa 12 anni da una altezza di 40 metri.

Probabile la morte sul colpo della piccola ma i soccorritori non hanno potuto nemmeno avvicinarsi perchè l’uomo minacciava di buttarsi anche lui dal ponte rimanendo all’esterno delle paratie di protezione.

E’ lì che è da oltre quattro ore e non sembra avere cedimenti anche se la svolta sembra essere vicina.

Dalle prime informazioni la bambina lanciato dovrebbe essere la figlia dell’uomo.

 Tra le ultime notizie trapelate c’è anche un altro fatto che potrebbe essere collegato: stamane una donna è volata dal balcone a Chieti e soccorsa è poi morta poco dopo per le gravi lesioni subite all’ospedale Santissima Annunziata.

Gli investigatori stanno cercando di capire se anche quella possa essere una morte violenta e se l’uomo del viadotto in qualche modo abbia legami con la donna deceduta.

La procura è stata allertata e si attende il magistrato a Francavilla per essere aggiornato in tempo reale da chi coordina le operazioni di negoziazione.


ORE 17. LA FIGLIA DELLA CONVIVENTE

La bambina di circa 12 anni gettata dal viadotto sarebbe la figlia della convivente dell’uomo. La donna sarebbe proprio la stessa morta oggi all’ospedale di Chieti in seguito alla caduta dal balcone.

Intanto l'autostrada rimasta chiusa per alcune ore è stata riaperta a senso alternato utilizzando l’altra carreggiata.

La negoziazione è ancora in corso e nel frattempo sono giunti alcuni parenti dell'uomo che si trova ancora al di là della rete di protezione dell'autostrada, in bilico nel vuoto.

L’uomo continua ad urlare e appare a tratti molto alterato a tratti sembra calmarsi ma è irremovibile.

Tra i parenti c'è la sorella che sta cercando di parlare con l'uomo, ancora appeso al viadotto sull'autostrada.

Gli sforzi delle Forze dell'ordine sono ora tutti concentrati nel farlo desistere dall'idea di lanciarsi nel vuoto.


ORE 19 TRATTATIVE IN CORSO

Alle 19, dopo ormai più di sei ore l’uomo è irremovibile.

Si sta cercando febbrilmente di convincere l'uomo che si trova al di là della rete di protezione di un viadotto dell'Autostrada A4 a Francavilla al Mare dopo aver lanciato giù la figlia della convivente, a rientrare nella sede autostradale. A quanto si apprende, più di una persona, anche i parenti accorsi, stanno parlando con l'uomo, per farlo desistere dal suo proposito di lanciarsi nel vuoto se qualcuno gli si avvicina.

L’uomo non è ben disposto nemmeno a parlare.




DIRIGENTE BRIONI

Si chiama Fausto Filippone, 49 anni, dirigente della Brioni, l'uomo che da alcune ore minaccia di buttarsi da un viadotto della A4 a Francavilla a Mare dopo aver gettato giù la figlia della convivente. A quanto si apprende da persone sul posto, l'uomo non parla con i mediatori, fa segni e non vuole che i familiari gli si avvicinino.



«SCUSA, SCUSA>  

"Scusa scusa", l'ha ripetuto più di una volta l'uomo che si trova ancora appeso nel vuoto, da quasi sei ore alla rete del viadotto della A14, in contrada Vallemerlo a Francavilla al Mare (Chieti). Le urla, si sono sentite dall'alto fino a trenta metri sotto, nel luogo dove sono potuti arrivare i cronisti, anche se è stato difficile comprendere nettamente tutte le parole.




ORE 20. ALLA FINE SI LANCIA NEL VUOTO E MUORE

Intorno alle 20 l’uomo ha deciso di farla finita mollando la presa e lanciandosi nel vuoto dopo oltre sette ore di trattative.

L’uomo è morto sul colpo. Nel frattempo gli investigatori hanno confermato che la bambina è morta sul colpo dopo il volo di 40 metri. Morte sul colpo anche per Filippone.


Prima di lanciarsi i vigili del fuoco avevano tentato di allestire un gonfiabile per attutire la caduta.

L’uomo ha cercato di impedirlo urlando: «Fermi, fermi, andatevene con quell'affare, non lo gonfiate».

Non e' chiaro se Filippone sia finito a terra o sul gonfiabile, che comunque non avevano ancora finito di posizionare.




ORE 21.30. DECISO A FARLA FINITA. AGITATO E STANCO

Era stanco dopo ore passate a respingere i tentativi di accordo proposti da un mediatore dei carabinieri.

Ha dato uno sguardo in basso e ha visto i vigili del fuoco che si avvicinavano con il telone gonfiabile, vicino a dove giaceva il corpo della figlia.

Si è quindi lanciato nel vuoto di faccia, nonostante le urla dei presenti: «non farlo, ti aiutiamo!».

In precedenza aveva invocato più volte perdono, chiedendo delle condizioni della bambina, ma non permettendo ai soccorritori di avvicinarsi al corpo.


Secondo quanto sta trapelando il negoziatore dei carabinieri  ha cercato di stabilire un contatto umano con Filippone, ma l'uomo non ha mai collaborato, non si è mai avvicinato alla parte bassa della recinzione del ponte, dove sarebbe potuto scattare un intervento da parte delle forze dell'ordine presenti.

«Era deciso a farla finita», racconta ancora chi ha assistito alle lunghe ore di trattative. E quando si è accorto che giù avevano predisposto il telone gonfiabile e si stavano avvicinando, si è lanciato.

Alla fine, spiegano i presenti, era offuscato, stanco, agitato: «chiedeva perdono, ci ringraziava per quello che avevamo fatto, ma forse si è reso conto di quello che aveva fatto alla bambina, aveva capito che era morta ed ha deciso di buttarsi».


HA UCCISO ANCHE LA MOGLIE?

E’ sempre più probabile che Filippone abbia ucciso anche la moglie questa mattina lanciandola dal balcone.

E’ questa una ipotesi che si fa sempre più strada da quanto si è avuto conferma che la donna precipitata al balcone a Chieti è proprio la moglie, Marina Angrilli, professoressa del liceo Scientifico di Pescara Da Vinci.

Anche la bambina gettata dal viadotto era la figlia dei due.  

Angrilli è precipitata dal balcone di un appartamento al secondo piano di uno stabile di quattro di Chieti Scalo, al n.18 di Largo Roccaraso.

Nessuno dei condomini - secondo le testimonianze raccolte finora dalla Polizia - avrebbe visto il corpo precipitare nel cortile retrostante, da un'altezza di circa dieci metri.

Ma verso le 14, alcuni hanno sentito un urlo.

L'appartamento, di Fausto Filippone, veniva di solito affittato agli studenti universitari. L'uomo, la moglie e la bambina risiedevano infatti a Pescara.

Ora nell'appartamento è al lavoro la Polizia Scientifica.

Circa due mesi fa l'uomo aveva perso la madre.