NOVITA'

Comune L’Aquila: iscrizione all'anagrafe per le persone senza dimora

Soddisfazione di Coalizione Sociale: «Primo passo verso gli invisibili della nostra comunità»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

144

Comune L’Aquila: iscrizione all'anagrafe per le persone senza dimora

 

 

L’AQUILA. Il Comune dell'Aquila ha finalmente definito la possibilità di iscrizione all'anagrafe per le persone senza dimora.

 

Una proposta di Coalizione Sociale che in meno di un anno come un'opposizione porta proposte condivise.

 

 

In seguito all'iniziativa della Coalizione Sociale - prima nel confronto con i funzionari dell'ufficio Anagrafe e poi con la presentazione della mozione per "L'istituzione dell'anagrafe per le persone senza dimora" da parte della consigliera Carla Cimoroni - dal 18 aprile scorso è possibile scaricare sul sito web dell'ente (qui) il modulo con cui le cittadine e i cittadini in determinate condizioni possono richiedere l'iscrizione secondo il criterio del "domicilio".

La mozione avrebbe dovuto essere discussa in Consiglio lo scorso 19 aprile, in una seduta rinviata a oggi 4 maggio.

«Non possiamo che esprimere soddisfazione per il fatto che la mozione sia stata attuata dall'amministrazione ancora prima di venire discussa e approvata dall’aula consiliare», dice Cimoroni, «è una battaglia importante che ha voluto intraprendere la Coalizione Sociale a favore delle fasce più deboli della nostra comunità, persone che non avendo fino ad oggi la possibilità di essere iscritti all'anagrafe non avevano i requisiti minimi per accedere anche a servizi essenziali, come l'assistenza sanitaria o i servizi sociali. Il punto da sottolineare non è tanto quello dell'istituzione di un indirizzo fittizio, già previsto da una Delibera di Giunta del 2006, quanto quello del riconoscimento del principio dell'iscrizione secondo il criterio del "domicilio" per tutte e tutti coloro che evidentemente non sono in possesso dei requisiti per essere iscritti all'anagrafe secondo il consueto criterio della "residenza nella dimora abituale"».

 

Perché è proprio su questo criterio (il domicilio) che le amministrazioni locali si sono negli anni via via irrigidite, soprattutto in conseguenza dell'emanazione di leggi e della diffusione di un sentimento nei confronti dei fenomeni della povertà estrema e dell'emarginazione sociale, che hanno seguito logiche sempre più securitarie e repressive; logiche in cui si innesta anche la complessa normativa che regolamenta il soggiorno dei cittadini stranieri, comunitari e non, e a cui la prassi amministrativa spesso si adegua in maniera un po' troppo acritica.

 

«La pubblicazione della modulistica sul sito web del Comune dell'Aquila è una piccola grande battaglia vinta nella direzione di una città più attenta alle fasce più deboli dal punto di vista economico e sociale», aggiunge Cimoroni, «il riconoscimento del principio dell'iscrizione anagrafica per domicilio è solo un primo passo. Sarà fondamentale ora l’impegno e la disponibilità di tutti gli attori coinvolti (persone senza dimora, funzionari comunali, servizi sociali, organizzazioni del terzo settore, etc.) a muoversi insieme per garantire il diritto-dovere all’iscrizione anagrafica in tutte le modalità consentite dalle norme vigenti, in modo da rendere finalmente visibili anche i più emarginati, per provare a inserirli in percorsi di recupero e inclusione sociale.  Su questo è certo che continueremo a fare un'opposizione dura ma costruttiva, a vigilare e a metterci, se necessario, a disposizione degli interessati».