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Ricostruzione post sisma: a Sulmona 500 pratiche ferme da mesi

Ordine degli architetti protesta per i disagi

Redazione PdN

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Ricostruzione post sisma: a Sulmona 500 pratiche ferme da mesi

 

 

SULMONA. 500 pratiche per la ristrutturazione post-sisma ancora ferme al comune di Sulmona. A denunciare la «grave situazione di stallo» è l'Ordine degli architetti della provincia dell'Aquila.

«Un problema che si trascina da tempo», affermano il presidente dell'Ordine, Edoardo Compagnone, e il consigliere, Antonio Bolino, «una situazione che sta bloccando, di fatto, l'intero comparto. A poco è valso anche il supporto tecnico fornito dall'Ance per incrementare il personale in servizio negli uffici della ricostruzione, dato che i progetti restano nei cassetti».

Un problema che si trascina da molti mesi e che riguarda anche L’Aquila, un ritardo che non si riesce a colmare nonostante le numerosissime consulenze esterne attivate per aiutare i tecnici ed i supporti offerti anche da Abruzzo Engineering (i cui lavoratori avanzano almeno tre mensilità non pagate).  

 

L'Ordine degli architetti fornisce dati recentissimi: «Nell'ultimo semestre», evidenziano Compagnone e Bolino, «sono state esaminate circa 200 pratiche relative alle abitazioni classificate A, ricadenti fuori cratere, ma i tecnici hanno richiesto una valanga di integrazioni fotografiche e documentali, in molti casi difficilmente reperibili, dato che sono trascorsi ben 9 anni dal terremoto del 2009. Tanto che, su 200 pratiche, sono arrivate agli uffici comunali appena 30 integrazioni».

E ancora: su circa 30 pratiche relative agli immobili classificati B, ne sono state esaminate appena sei, con il supporto del personale di Abruzzo Engeenering.

«Torniamo a denunciare pubblicamente», sottolineano Compagnone e Bolino, «un meccanismo assurdo e farraginoso, che sta mettendo in ginocchio l'intero sistema economico legato alla ricostruzione, con un incastro di competenze, tra Comune di Sulmona e uffici della ricostruzione, che non ha mai funzionato, ingessando del tutto il meccanismo».

L'ultimo incontro tra categorie professionali e amministrazione comunale di Sulmona risale a due mesi fa: «Un tavolo tecnico per affrontare la spinosa questione dello snellimento delle pratiche burocratiche», incalzano Compagnone e Bolino, «ma del documento di programmazione promesso dall'assessore alla ricostruzione, Antonio Angelone, non c'è traccia. Un altro problema è quello relativo ai fondi per le ristrutturazioni fuori cratere che arrivano con il contagocce: non vi è un flusso finanziario tale da garantire il buon funzionamento dell'Utr n°7, che ha sede a Goriano Sicoli e si occupa delle pratiche fuori cratere della zona. Qui, le pratiche bloccate sono una settantina».

Un ultimo dato riguarda le 73 pratiche per la prevenzione del rischio sismico (Opcm 4007/2012 e OCDPC 52/2013), «con quasi 2 milioni di euro di fondi a disposizione. Le domande di richiesta di finanziamento furono presentate nel 2014; a luglio 2016 seguì la presentazione dei progetti. Anche in questo caso», ribadiscono Compagnone e Bolino, «la procedura è ingessata».

Tutto è riconducibile, secondo l'Ordine degli architetti, alla mancanza di personale: «Più di due anni fa», ricordano Compagnone e Bolino, «il comune di Sulmona ha indetto un bando per il reclutamento di due unità tecniche da impegnare nell'ufficio sisma, che va avanti con un responsabile, tre tecnici di Abruzzo Engeenering inviati dall'Ance, e un impiegato assunto dopo il concorso. E' paradossale come il secondo impiegato, dei due previsti da concorso, non venga ancora assunto in quanto manca la postazione tecnica per l'elaborazione delle pratiche».