TURISMO ZAVORRATO

Prati di Tivo, minoranza pronta ad andare in Procura per l’incompatibilità dell’assessore

E per gli impianti di risalita arriva l’ora di sborsare 300 mila euro

Redazione PdN

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Prati di Tivo, minoranza pronta ad andare in Procura per l’incompatibilità dell’assessore

 

 

PIETRACAMELA.  Il presunto conflitto di interessi dell’assessore al Turismo di Pietracamela, Mirko De Luca, finirà al prossimo Consiglio comunale.

Il consigliere di minoranza Corrado Bellisari ha infatti deciso di firmare subito una interrogazione e poi la risposta, tramite Comune, sarà trasmessa alla Procura di Teramo.

Nei giorni scorsi proprio il Comune ha autorizzato la spesa di 7 mila euro per l’affitto di 5 cannoni sparaneve e in paese non è sfuggito il fatto che l'assessore De Luca, che insieme  al sindaco ha firmato la delibera che autorizza il pagamento, è il titolare di un albergo (la Gran Baita) che si trova in posizione centrale  nella piazza di Prati Di Tivo.

Lui dunque, sicuramente, ha beneficiato in prima persona dell'utilizzo  dei cannoni per la produzione della neve in una stagione decisamente sfortunata.

Poteva firmare la delibera o si doveva astenere?

Sempre De Luca, come assessore al Turismo aveva mostrato entusiasmo -in un comunicato ufficiale- per il progetto scuola che prevede la presenza di 150 bambini ogni giorno sulle piste da sci dei Prati  Di Tivo, dal primo febbraio al 31 marzo. Una iniziativa entusiasmante per i giovani che imparano uno sport straordinario, ma una iniziativa importante anche per l’economia del comprensorio.

Basta infatti fare due semplici calcoli: ogni bambino paga 185 euro per le varie attività e servizi  e dunque, calcolando che ogni giorno si registri il tutto esaurito, si registra un totale di 27.750 euro ogni settimana.

Tolti i soldi per pagare il pullman  per trasportare i bimbi dalla scuola didattica ai Prati  Di Tivo e ritorno e tolti i soldi per acquistare lo Sky pass per ogni singolo bambino, il resto entra nelle casse della Gran Baita che offre tutti i servizi. Una cifra che oscillerebbe tra i 15 e i 20 mila euro a settimana.

E di chi è la Gran Baita? Dell’assessore al  Turismo del Comune di Pietracamela, Direttore Tecnico  della Scuola Italiana Sci Gran Sasso e albergatore.

 

 

LA MANUTENZIONE

Intanto salendo un pò di quota c’è tanto da fare a cui pensare.

Entro l'inizio del  prossimo inverno 2018/2019, infatti, la seggiovia Pilone e la seggiovia Calderotto dei Prati Di Tivo,  devono essere sottoposte alla revisione obbligatoria dei 5 anni da parte del competente Ufficio USTIF (Ufficio Speciale  Trasporti Impianti a Fune del Ministero dei Trasporti) pena la chiusura dei due impianti in parola.

La revisione  dei 5 anni è obbligatoria per il proprietario  di ogni singolo impianto di risalita e il suo risultato  deve essere necessariamente positivo per poter ottenere il nulla osta dal competente Ufficio Speciale della Motorizzazione  civile all'apertura dell'impianto al pubblico in vista della successiva stagione invernale.

Sicuramente  la seggiovia del Pilone e la seggiovia del Calderotto supereranno la revisione dei 5 anni essendo impianti  costruiti abbastanza di recente mentre non tutti sanno dei costi che la società proprietaria delle due seggiovie deve affrontare.

Nel caso specifico, la Gran Sasso  Teramano dovrà sborsare, secondo alcune stime, circa trecentomila euro ripartita tra sostituzione rulliere, fune portante, motore principale e di emergenza, sicurezze varie.

Ma la Gran Sasso Teramano, ad un passo dal fallimento, ce la farà?

 

LE NOVITA’ DALLA PROVINCIA

E proprio  oggi alle 12, nella sala consiglio della Provincia di Teramo, si terrà l’Assemblea della società di gestione degli impianti chiamata ad esprimersi su novità importanti e sulle iniziative assunte dalla Provincia «per trasformare la Spa, ora in liquidazione - si legge in una nota - in una più agile e meno costosa srl, approvare i bilanci rimasti in sospeso, raggiungere il pareggio finanziario. Tutte attività necessarie per arrivare all'obiettivo di mettere sul mercato la gestione degli impianti della stazione sciistica».

«Noi siamo pronti e non è stato un lavoro semplice - afferma il presidente Renzo Di Sabatino - abbiamo ereditato una società costosa e indebitata, impianti senza manutenzioni, piste con problemi di sicurezza. Abbiamo portato un milione di fondi regionali che sono serviti a chiudere il vecchio debito con Unicredit, una trattativa non proprio all'acqua di rose; oltre un milione per sistemare la strada provinciale senza manutenzione da anni e ora ci sono oltre due milioni di euro per la messa in sicurezza delle piste. Nel frattempo abbiamo mantenuto aperti gli impianti con la gestione diretta, non potevamo permetterci altri debiti peraltro vietati per una società in liquidazione. Appena completate le operazioni che domani presenteremo ai soci cominceremo a lavorare al bando pluriennale per la gestione degli impianti e la parola passerà agli operatori privati in tempo per la stagione invernale. In questi mesi abbiamo assistito in silenzio ad un chiacchiericcio scomposto animato da chi ha ancora debiti con la Gst e da chi ha rinunciato alla gestione. Mi auguro che questa complessa operazione di risanamento porti consiglio a tutti, certamente tornerà molto utile a chi vuole intraprendere con serietà in uno dei posti più belli d'Italia perché garantiremo concessioni pluriennali e canoni calmierati».