DELITTO E MISTERO

Alessandro Neri, l’amico punta il dito: «un insospettabile dietro al delitto»”

Giornalista di Quarto Grado: «svolta vicina, si sta chiudendo il cerchio»

Redazione PdN

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Alessandro Neri, l’amico punta il dito: «un insospettabile dietro al delitto»”


PESCARA. Ieri sera la trasmissione Quarto Grado di Gianluigi Nuzzi è tornata ad occuparsi del delitto di Alessandro Neri, scomparso la sera del 5 marzo e ritrovato morto, con due colpi di pistola, l’8 marzo nei pressi di Fosso Vallelunga.

In studio c’era anche la mamma di Alessandro, Laura Lamaletto, che ha rivelato che “finalmente” il corpo del figlio è stato restituito alla famiglia, è stato sepolto e lei ha deciso di lasciare Pescara.

La donna si dice certa che gli inquirenti arriveranno a trovare l’assassino, posizione ribadita e rafforzata anche dal giornalista Carmelo Abbate secondo cui la svolta sarebbe ad un passo e l’arresto del responsabile in dirittura d’arrivo.

Abbate, che ha rivelato di aver parlato direttamente con gli inquirenti, ha specificato che la pista giusta sarebbe quella delle «compravendite al limite»: «la soluzione è lì, manca poco».


 

L’AMICO DI ALESSANDRO

Nel corso del programma è stata mostrata l’intervista ad un amico di Alessandro (non ripreso in volto). Secondo lui la sera dell’omicidio Alessandro avrebbe incontrato delle persone che venivano da fuori Pescara e che non conosceva.

Un incontro avvenuto grazie all’intermediazione di una persona che, invece, conosceva, «probabilmente una persona con cui aveva avuto a che fare, al di fuori degli amici e dei coetanei. Una persona del luogo che però non ha a che fare con noi amici. Un insospettabile, è molto probabile».

Dunque all’appuntamento, magari in zona cimitero, a poca distanza dal luogo del ritrovamento del cadavere, c’erano, secondo l’ipotesi dell’amico di Alessandro, «persone che non conosceva ma una sicuramente la conosceva, non per conoscenza ma per un rapporto lavorativo. Forse con questa persona aveva stretto un piccolo rapporto di commercio e di affari. Si fidava di almeno una persona per essere andato. Forse fiducia è una parola grossa ma sicuramente non temeva quello che è successo».


Se avesse temuto qualcosa  di grave avrebbe avvertito qualche amico?

«Credo che qualcuno avrebbe avvisato, anche solo un accenno, qualcosa lo avrebbe fatto», ha risposto l’amico di Alessandro.


Invece nessuno conosceva i suoi piani per quella sera: «apparentemente nessuno sapeva niente», ha ribadito l’amico.  



«PURTROPPO I SOLDI C’ENTRANO»

Mamma Laura ha poi sottolineato il fatto di non aver mai voluto «santificare Ale» e che all’inizio è emersa semplicemente la sua incredulità davanti a certi racconti fatti dalla stampa. Adesso pensa che «i soldi purtroppo c’entrino. Tutto quello che ho sentito, che è stato scritto o detto, pensavo non fosse vero, però adesso credo che i soldi siano un movente di questo delitto. Penso siano l’unico movente».

La mamma ha poi raccontato che con il figlio, l’unico dei quattro che viveva in casa con lei, c’era un rapporto speciale: «lui era molto protettivo e in queste settimane ho pensato che se avesse avuto un problema non lo avrebbe condiviso con me, proprio per proteggermi. Non sapevo se nascondesse un segreto».

Laura Lamaletto da qualche giorno ha lasciato  Pescara e la villetta di Spoltore già messa in vendita prima del delitto perché sia lei che Ale avrebbero voluto trasferirsi a Miami.

La Procura di Pescara qualche giorno fa ha restituito ai familiari la salma di Alessandro ed il corpo è stato finalmente sepolto: «siamo riusciti a seppellirlo nel piccolo e amato paese del papà, in Calabria. Adesso lui riposa a 1.200 km di distanza da me ma nel posto più bello e sicuro del mondo».




UN INDAGATO

Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che ci sia un indagato, una persona vicina ad Alessandro ma non un amico. Intanto si ascoltano ancora persone e sarà ascoltato anche il cugino Gaetano Jr che nei giorni scorsi è ricomparso al Vinitaly di Verona.

«Non voglio più parlare della mia ex famiglia», ha poi spiegato Laura Lamaletto a Gianluigi Nuzzi.

«Mi sono presa la briga di cercare sul vocabolario il significato della parola ‘orfano’, perché è così che mi sento. Ma ho letto che uno è orfano quando i genitori sono morti. Non è il mio caso e non lo auguro nemmeno per idea. Ma ho trovato la giusta definizione: io sono una derelitta, ovvero priva di conforto familiare e di sostegno economico. Non voglio parlare di loro perché la mia famiglia sono solo i 4 figli e mio marito».


«STANNO LAVORANDO MAGNIFICAMENTE»

Sebbene sia passato un mese e mezzo dalla morte del figlio, Laura è convinta che la svolta arriverà e ha ammesso di provare profonda stima per chi sta indagando: «ho un numero diretto di un carabiniere che chiamo quando sono depressa. Io non so niente, non chiedo di conoscere i segreti dell’inchiesta ma di avere un dialogo e so che stanno lavorando tantissimo. Dopo l’omicidio, quando sono arrivati a casa mia, ho conosciuto questi carabinieri che erano belli, abbronzati, magri, senza occhiaie. Ora sono cenci. Lo vedo che sono al lavoro senza sosta. Sorrido quando dico che arresteranno il killer non perché io sappia qualcosa che voi non sapete ma perché so che stanno lavorando. Sono bravissimi. Il pm, la dottoressa D’Agostino è una persona meravigliosa».

E se la giustizia non dovesse arrivare?

«Arriva, arriva», ha replicato mamma Laura.

«Io ho tempo, non ho fretta, sono sicura».

a.l.