LA SENTENZA

Palazzo Gavioli Giulianova, condanne e prescrizioni per Olivieri e l’imprenditore

Al centro dell’indagine l’ex dirigente comunale e la Gavioli Arte e Restauri srl   

Redazione PdN

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Palazzo Gavioli Giulianova, condanne e prescrizioni per Olivieri e l’imprenditore


TERAMO. È con due condanne per falso e abuso d'ufficio che si è concluso il processo per il presunto abuso edilizio di palazzo Gavioli a Giulianova. Prescritti, invece, i capi di imputazione relativi ai presunti abusi edilizi.

Nello specifico i giudici del Tribunale di Teramo (presidente Sergio Umbriano, a latere Lorenzo Prudenzano e Carla Fazzini), hanno condannato rispettivamente ad un anno e sei mesi e ad un anno, pena sospesa, l'allora responsabile del procedimento amministrativo relativo alla variante del permesso a costruire Roberto Olivieri e Dino Gavioli, quest'ultimo amministratore della Gavioli Arte e Restauri Srl, società titolare del permesso di costruire.

Ai due veniva contestato il concorso in falso ed abuso d'ufficio per il rilascio alla società Gavioli del permesso a costruire in variante, permesso che le avrebbe dato la possibilità di realizzare opere in contrasto con il Prg.

Accusa che veniva contestata anche a Flaviano Core, in qualità di dirigente, che è stato invece assolto perché il fatto non costituisce reato.

I giudici hanno poi dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i presunti abusi edilizi nei confronti di Dino Gavioli, Nino Gavioli, Roberto Olivieri, Severino Di Donato e Valer Di Domenico e l'assoluzione, sempre per le stesse contestazioni, per non aver commesso il fatto per Luciano Lenzi e Mario Maurizio Nori.

Disposta, infine, la confisca dell'immobile, sul lungomare di Giulianova. Immobile che, secondo l'accusa, sarebbe stato realizzato in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza di permesso di costruire, con i lavori cominciati dopo la scadenza annuale del termine per l'avvio degli interventi.

«Rispettiamo la sentenza - hanno commentato i legali di Dino Gavioli, gli avvocati Massimo Manieri e Tonino Cellini - aspettiamo di leggere le motivazioni ma annunciamo fin d'ora che faremo ricorso in appello».




CHI E’ IL DIRIGENTE ROBERTO OLIVIERI

Dal 1985 Olivieri ha lavorato per il Comune di Roseto, di Giulianova dal 1989 e poi Mosciano Sant’Angelo, Sant’Egidio alla Vibrata e poi anche al Comune di Giulianova.

E’ stato anche coadiutore del Ctu presso il Tribunale di Teramo. Ha fatto parte della Commissione Edilizia nel comune di Giulianova in qualità di redattore del PRG vigente.  

Ha fatto parte della Commissione Edilizia del comune di Alba Adriatica.

Ai tempi della giunta di Claudio Ruffini a Giulianova era capo dell’ufficio tecnico comunale, e con questi uscito indenne da alcune inchieste per sospetti abusi edilizi.

Olivieri fu destinatario anche di una stranissima missiva intimidatoria della Sacra Corona Unita che ricevette insieme al successore di Ruffini, Francesco Mastromauro.


E' stato indagato nella vicenda delle palazzine abusive della Ex Migliori - Longari sempre a Giulianova.

 

Dopo Giulianova Olivieri è in forza al Comune di Francavilla (con il sindaco Antonio Luciani) e dove risulta indagato insieme al super dirigente della Regione Antonio Sorgi per il progetto di finanza per il cimitero di Francavilla.

 

 

 PALAZZO GAVIOLI: NEL 2011 INIZIA LA STORIA

L’inchiesta su palazzo Gavioli scoppia il 2011 con l’apposizione dei sigilli all’immobile tra il palazzo Kursaal e il condominio Tritone.

L'indagine era scattata dopo un esposto di un residente della zona che aveva portato nei mesi scorsi al blocco del cantiere e ieri al sequestro.

Ma sul sequestro della palazzina della ditta Gavioli il sindaco Francesco Mastromauro si dissero subito tranquilli.

La costruzione della palazzina si deve ad una concessione rilasciata nel 2008 in forza delle previsioni del Piano regolatore del 1994-1997, varato quando Arboretti era sindaco.

Il 5 maggio del 2010 la ditta presentò una variante al progetto, che, dopo le valutazioni da parte del dirigente della 3^ Area, e il parere favorevole della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, ricevette l'11 novembre il relativo permesso.

Sulla questione c'è stato già un consiglio comunale, quello dell'8 novembre 2011, in cui l'assessore all'Urbanistica, Nadia Ranalli, intervenne in maniera molto analitica, ripercorrendo l'iter della vicenda ed evidenziando punto per punto ogni passaggio burocratico.

«Il risultato è uno solo», sostenne Ranalli, «sono state rispettate le norme tecniche di attuazione e si è agito in conformità alle disposizioni. Se poi vi sono state difformità, queste non si possono certo imputare all'Amministrazione».